La pasta alla Leibniz

Mar 13th

Leibniz, chi era costui? Leibniz era un filosofo, matematico, inventore, scienziato, etc. etc. …e l’ho sempre odiato! Per me, alle superiori, era solamente quel filoso che occupava una decina di pagine fra Pascal e Voltair e che era diventato famoso per il fatto di asserire che viviamo nel “migliore dei mondi possibili”. Questa cosa proprio non mi andava giù. Diciamolo, era un pò squinternato e il suo unico merito era aver ispirato il gustosissimo libro di Voltaire, Candido, che raccontava le avventure di Candido e del suo maestro Pangloss, che lo istruiva in “teologocosmoscemologia“. Non mi spiegavo come mai lo avessero sistemato nello stesso libro in cui erano spiegati (con abbondanza di pagine) Cartesio e Kant (rispettivamente 50 e 110 pagine)…e pensavo che dopo il 4° anno non lo avrei più incontrato. Mi sbagliavo. Non faccio in tempo a frequentare le prime lezioni di analisi alla facoltà di Ingegneria, che subito la Prof presenta la Serie di Leibniz. Sarà stata una chiusura mentale ma proprio non la capivo. Era antipatica, al contrario di tutte le altre serie (tipo quelle di Taylor), indubbiamente più gentili e per bene. “E non ti preoccupare” mi dicevano i compagni “con tutto il programma immenso che abbiamo, non la incontri più!”. Ci speravo, almeno fino allo scritto di Analisi: 5 quesiti, 4 conosciutissimi e l’ultimo…..LA SERIE DI LEIBNIZ. Non poteva essere. Niente, non ci fu verso, l’ho sbagliata. Meno male che poi all’orale andò bene! Alla fine ero contentissima sia perchè avevo superato l’esame e sia perchè ero convinta che non avrei più sentito parlare di Leibniz. Mi precipitai a casa con un grosso buco nello stomaco e decisi di preprarmi un bel piatto di pasta, con quello che avevo a disposizione: penne rigate , tonno in scatola, pomodorini, mozzarella! In quel momento, presi, mischiai tutto e decisi di mangiarmi due etti di pasta filante alla faccia del seriosissimo Leibniz! In effetti feci un guazzabuglio ma fu tale la soddisfazione che quella è diventata la pasta di ogni fine esame.

Tempo fa mi è ricapitata sotto mano la dimostrazione della serie di Leibniz e, nel panico generale, mi sono accorta che mi sembrava abbastanza sensata. La capivo. Sono diventata squinternata pure io????

RICETTA: PASTA CON POMODORI PACHINO, TONNO E MOZZARELLA

Ingredienti

2 hg di pasta Garofalo, penne ziti rigate n. 70

2 hg di pomodorini pachino

1 scatoletta di tonno sott’olio

1 mozzarella

olio evo

sale

aglio

Procedimento

Far bollire l’acqua e buttare la pasta. Nel frattempo, mettere in una pentola un pò d’olio, uno spicchio d’aglio e qundo è ben caldo, mettere i pomodorini tagliati a metà dalla parte dell’interno (questo non lo facevo ai tempi dell’università, l’ho imparato da Antonia di Gennarino :) ) e lasciarli cuocere qualche minuto, senza muoverli. In questo modo, formeranno una lieve crosticina all’interno. Aggiungere il tonno sgocciolato e spezzettato, far cuocere un altro minuto e spegnere. Tagliare la mozzarella a dadini. Scolare la pasta, versarla nella pentola con i pomodori e il tonno, versare sopra i dadini di mozzarella e saltare in padella per un minuto (o finchè non si scioglie leggermente la mozzarella).

Ah, dimenticavo: in tutti gli altri esami, mi madre me la cucinava qualche minuto prima che tornassi, così avevo solo il tempo di riscaldarla e via!!!!

Questa pasta non l’avrei mai postata (tonno e mozzarella….mi ucciderete) ma quando ho visto il contest di Il Pomodoro Rosso sulla pasta degli studenti, beh… non potevo non inviarla! :)

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"