Mal comune mezzo gaudio: le figuracce non le faccio solo io….

Giu 6th

Uscita dall’ufficio, stavo facendo il mio solito viaggio in metro, “pregustando” il ritorno a casa e pensando inevitabilmente, a cosa preparare a Mimì & Cocò. Gli “spaghetti di Kung fu panda” (ovvero minestrina con bordo vegetale e spaghetti spezzettati)?  “la pasta di Hulk” (ovvero pasta al pesto)? Le onnipresenti polpette di nonna ( quella bustina piena di polpette fritte che ormai fa parte del corredo che riportiamo a casa dopo una visita a mia madre)? Immersa in questi nobili pensieri, sentivo solo in lontananza la presenza degli altri viaggiatori: vicino a me c’era una mamma col suo bimbo di 5-6 anni (capelli a spazzola e occhiali fondi), un signore leggeva un giornale, un ragazzo studiava degli appunti, etc etc. A un certo punto, il mio sguardo è stato attirato, direi bloccato, da questa immagine: una ragazza sui 18 anni, senza un filo di trucco ma col viso giovane e dall’aspetto genuino, skateboard alla mano, maglietta corta e pantaloni al ginocchio da skateborder…insomma, aveva l’aria della classica ragazza sportiva, carina..magari poco femminile ma un bel fisico davvero. Questo fino al ginocchio. Dal ginocchio in giù sembrava di essere in un’altra dimensione: c’erano delle gambe. Eh, direte voi, sai che novità. Peccato che le gambe in questione fossero ricoperte da una lunga coltre di peli, che neanche un 16 enne in pieno scompenso ormonale. Quelle gambe lì, di sicuro non avevano mai visto non dico un’estetista, ma neanche la porta di un centro estetico. Sembrava uno strano essere mitologico, per 2/3 ragazza sportiva acqua e sapone, per 1/3 ragazzo in pieno sviluppo, con gli ormoni che si prendevano a cazzotti, per quanti erano. Con un filino di perplessità, ho pensato che in fondo, per il principio di autodeterminazione del bulbo pilifero, ogni donna ha il diritto di scegliere se provare o meno l’ebrezza di una ceretta, il profumo delicato delle varie creme depilatorie e perchè no, il dizionario del nome di tutti i santi che si richiamano alla mente quando solo si avvicano quegli aggeggi infernali tipo Silke pil (o come diamine si chiama)…certo era che, nelle sue condizioni, probabilmente avrei evitato pantaloni corti ma in fondo poteva essere una mia sovrastruttura mentale, imposta dalla società consumistaica modaiola, etc etc… A interrompere queste considerazioni, sento la voce del bimbetto coi capelli e spazzola e gli occhiali che dice ad alta voce, rivolgendosi alla ragazza:

” Ma perchè tu hai i capelli sulle gambe??”

Per una volta tanto, una frase simile non veniva pronunciata da uno dei miei figli e ho provato simpatia e profonda comprensione per la mamma vicina che, lo so, ha avuto un piccolo colpo al cuore. La gente attorno ha cominciato a guardare verso l’altro e a leggere con interesse tutte le fermate della metro, gli adesivi con le spiegazioni anticendio, i giornali gratuiti, guardando di sottecchi la ragazza prima e la mamma poi, la quale, annaspando un pò ha fatto solo in tempo a sibilare un “Filippo!!!!” per poi guardare verso la destinataria di tale richiesta pensando a una profondissima frase di scusa. La cosa più bizzarra però, è stata la fulminea risposta dell’essere mitologico (in lingua tedesca/svizzera/austriaca..non saprei dire con precisione).

“eheh, pampino, noi nel mio paese, mangiare tanto pollo e quello fa crescere peli sani e forti”

Se la risposta del bambino ci aveva fatto fermare un attimo il cuore, qui tutti abbiamo sgranato gli occhi e ci siamo voltati verso la fonte di tale rivelazione. Mentre cercavo di ripercorrere la correlazione fra visita all’estetista e mangiata stratosferica di pollo al forno, la mamma, ormai mia complice, fa sottovoce ” e meno male che i polli italiani non fanno quest’effetto”. Effettivamente, questa non l’avevo mai sentita. Non so a che tipo di pollame fosse abituta la crucca-girl..ma istintivamente ho pensato che sarebbe troppo semplice, per evitare l’annoso problema dei peli in eccesso, quello di smettere di mangiare pollo. Non può essere, in base a uno dei prinicipi di Murphy, per cui se una cosa ha una soluzione semplice, certo non capita a te! Detto questo, le varie persone hanno ripreso le loro attività, scuotendo un pò la testa, la mamma ha preso Filippo per una mano sussurrandogli un minaccioso “poi facciamo i conti” e io ho trovato di colpo la soluzione alla mia cena quotidiana, decidendo di sfidare la sorte:

Polpette di pollo al limone. Se mai dovessi avere strani effetti collaterali, sarà mia cura informarvi.

RICETTA: POLPETTE DI POLLO AL LIMONE SU COULIS DI BASILICO

Ingredienti

  • 300 gr di petto di pollo macinato
  • 100 gr di pane un pò secco
  • latte per bagnare il pane (q.b.)
  • 1 uovo
  • sale
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • la buccia e il succo di un limone grande (oppure di due piccoli)
  • basilico, olio e un pizzico di sale per il coulis
  • farina

Procedimento

Mettere a bagno il pane col latte e aspettare che si ammorbidisca. Mescolare la carne macinata, l’uovo, la buccia grattugiata del limone, il sale, il vino bianco (io l’ho fatto con la planetaria e la foglia). Fare delle polpette e passarle nella farina (avere le mani un pò bagnate può essere utile per  formare le polpette: usare un pò di vino bianco o di latte avanzato prima). Mettere sul fuoco una pentola con olio d’oliva., Quando è ben caldo, sistemare le polpette e sigillarle un pò in cottura. Aggiungere il succo di limone spremuto. Far evaporare bene, aggiungere l’acqua fino a coprire le polpette e lasciar andare a fiamma bassa fino a cottura (dopo 15 minuti ho chiuso).

Le polpette possono essere anche servite come finger food, magari appoggiate su un cucchiaio di basilico tritato con olio e un pizzico di sale. Estivo e comodo!!!

P.S.: COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Il termine del contest Metti uno stilista a cena, causa forza maggiore (cioè mia assenza!) viene prolungato fino al 15 Luglio

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"