Di un aperitivo diverso e del perché mio fratello mi chiama fucking planner.

Gen 16th

Che un fratello dia dei nomignoli, nulla di strano.

Che il fratello, minore, prenda in giro la sorella, maggiore, ci sta.

Che il fratello e il cugino comune siano irriverenti, eh, con dieci anni di differenza.. son gli inconvenienti del mestiere.

Però il mio caso è leggermente diverso. Leggermente.

Mio fratello, con la complicità di nostro cugino, ha deciso, qualche mese fa, che il mio soprannome naturale potesse essere solo uno: fucking planner . E qui, risata iniziale, sguardo a rimproverare la mancanza del dovuto rispetto dei due, sguardo che non ha sortito alcuno effetto, i due da quel momento hanno cominciato a chiamarmi così, nel senso che anche fra parenti e amici io sono fucking planner.

C’è da fare un dolce? Chiediamolo a fucking planner. C’è da chiedere un consiglio per la cena, chi se non fucking planner? E tutto questo con la massima naturalezza possibile.

La cosa terribile, veramente terribile, è che io mi ci sono abituata. Il nome mi è praticamente divenuto naturale. Mi lascia un po’ sconcertata solo quando mi chiamano così davanti ad un perfetto estraneo e intendo proprio perfetto estraneo. Vi prego di immaginare le scenette che ne vengono fuori e i relativi sguardi allibiti di chi non mi ha mai vista e conosciuta.

Dovrò farci il callo.

Comunque, la cosa che mi fa ancora ridere, è quando mi chiama fucking planner con intenzione, solo perché ho fatto uno “dei tuoi soliti piatti strani”.

Tipo questo, a suo parere. Tanto strano che, il novello barman ha deciso di introdurlo fra gli aperitivi da offrire ai suoi clienti.

Vediamo: la base è quella dei baci di dama salati della Van Pelt, noti ormai ai più e con ricetta presa da Gambetto.

Io li ho solo messi in forma di cartelletta. Potete usare anche una brisè, una frolla al pecorino o al parmigiano, etc etc. Dentro ho semplicemente messo una crema di formaggio: può essere sostituita dalla ricotta, dal caprino, da un formaggio morbido aromatizzato con erbe, etc.

Il sopra: cosa sono quelle sfere rosse? Nessun tipo di caviale. No.

E’ che mi sono fatta prendere la nostalgia della sferificazione casalinga (quella che non necessita alginati..ma che tanto vorrei provare, diciamolo perché il risultato sarebbe migliore) fatta con agar agar, imparata dalla mia amica Rossana che ho ospitato sul blog di tanto in tanto. Alla sferificazione sono particolarmente legata perché mi fece vincere il concorso de Le strade della mozzarella.

Per concludere, sono sfere di campari rosso, e varrebbe la stessa cosa per cordino, bitter e altri aperitivi del genere.

E con questo, mi sono meritata un bel “fucking planner ma quante ne sai” da entrambi (poveretti, sono a digiuno di cose ormai vecchiotte:) )

Ah, prima che mi scordi, ve la ricordate la mia brioche sfogliata con fichi, noci e mozzarella affumicata, per Le strade della Mozzarella? Bene, è arrivata in finale e quindi il 29 Gennaio si va in quel di Napoli! Fate il tifo, che mi serve!

Perle di campari (o crodino, etc etc)

Perle di campari (o crodino, etc etc)

Ingredienti

  • 300 g succo di crodino (o campari rosso o altro aperitivo)
  • 4.5 g di agar agar
  • 300 g di olio ed un contagocce o una siringa di plastica per formare I chicchi

Procedimento

  1. Mettere l’olio in un contenitore di vetro tipo Pyrex e mettere in frigo fino a quando raggiunge la temperature di 20°C (mezzora dovrebbe essere sufficiente).
  2. Unire tutti gli ingredienti in un pentolino e portare ad ebollizione, lasciar bollire vivacemente per un paio di minuti, mescolando frequentemente. Abbassare la fiamma e lasciar sobbollire dolcemente fino a che l’agar agar non si sara’ completamente dissolto ed il composto risulterà limpido. Rimuovere dal fuoco e lasciar raffreddare per 5 minuti circa
  3. Passato questo tempo riempire una siringa o un contagocce con la soluzione di succo di frutta ed agar agar e lasciar cadere delle gocce nell’olio freddo.
  4. Le gocce si raffredderanno man mano che scenderanno verso il fondo dell’olio che, in questo caso, funge quasi da stampo.
  5. Dopo aver format 10-15 gocce, prelevarle con un cucchiaio forato e metterle in un colino
  6. Continuare così fino all’esaurimento del liquido.Risciacquare le perline di succo di melagrana in acqua fredda.
  7. Porre in un contenitore di vetro, bagnare con un po’ di succo di melagrana, o anche sciroppo di acqua e zucchero) , chiudere bene e conservare in frigo fino al momento dell’utilizzo.
  8. Nota: Le perline possono essere preparate anche con alcuni giorni di anticipo. E’ essenziale conservarle in un barattolo ben chiuso in modo da mantenerle umide.
http://www.cookingplanner.it/2016/01/16/perle-di-crodino/

 

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"