Lapalissiano..o quasi

Dic 27th

Qualche tempo fa, nel pieno dei preparativi natalizi, un pomeriggio Albertino ed io eravamo impegnati nell’arduo compito di riscrivere la poesia natalizia, o meglio, lui riscriveva la poesia indicata e io dovevo guardarlo. La Pasionaria, evidentemente presa da spirito intelletualistico, mi guarda con serietà e mi dice : ” Mamma, ora lavoro anche io: mi metto a disegnare”. Prende un foglio e due pennarelli, si siede vicino al fratello e comincia.

In genere al secondo figlio la mamma media ha quella tranquillità data dal “ci sono già passata col primo”….non faccio eccezione. Peccato che puntualmente non funzioni. Avete mai sentito parlare del disegno simbolico? Ebbene, quando il primo figlio va alla scuola dell’infanzia e comincia a disegnare, le maestre vi fanno vedere soddisfatte un foglio pieno di stanghette, qualche arco stortignaccolo, magari un cerchio fatto dal piccolo Giotto in erba. Accanto ad ogni segno, le maestre hanno aggiunto delle frecce con scritto vicino il significato di quei segni, significato sconosciuto ai più, chiesto direttamente all’autore  e scritto vicino per farlo capire anche alle altre persone. Albertino aveva un disegno simbolico da manuale: un linea non troppo dritta era un gabbiano che attraversava l’oceano Atlantico (e pure il Pacifico). Una linea retta era minimo minimo un leone che camminava nella foresta, rappresentata da qualche puntino e qualche segno non meglio identificato. Insomma, se all’inizio ero stupita dall’immaginazione di mio figlio e quasi mi vergognavo della mia inettitudine nel capire un disegno di uno di 3 anni, alla fine della scuola ero espertissima! Quando dunque La Pasionaria si è messa a disegnare, pregustavo il momento in cui le avrei chiesto spiegazioni e in cui l’avrei aiutata a tirare fuori tutta la potenziale creatività della sua mente. L’ho lasciata tranquilla per non disturbarla mentre aiutavo il fratello con una spinosissima parola dotata di doppia.

Ad un certo punto, posa i pennarelli, si alza, viene vicino a me e mi mostra orgogliosa il disegno: cosa si celava dietro quelle chiazze??? Lo avrei scoperto presto.

” Questa cos’è?” Domando alla Pasionaria, mentre indico una parte del disegno.

Lei alza gli occhi dal foglio, mi guarda un po’ sorpresa e risponde:

“Una macchia rosa mamma”…come a dire, è ovvio. Niente gabbiani e leoni. Decido di riprovarci.

“Hummm..e questa? Questa cos’è?”

“Una macchia grigia mamma” Il suo tono era sorpresissimo “E’ uno scarabocchio mamma, capisci?” Facendomi questa domanda  parlando lentamente, sembrava mi considerasse un po’ scema…..

Mi guardava quasi con pietà, come se lei fosse quella che dovesse spiegarmi le cose e non il contrario (in effetti…).

Ho deciso all’instante che in futuro avrei parlato del significato del disegno dei miei figli solo se interpellata e sempre con la massima prudenza e da quel momento ho anche deciso di impiegare il pomeriggio in attività meno pericolose e meno a rischio di figuracce: il tè delle 5 è sempre una garanzia! Dato che sono in ferie e posso permettermi qualche attimo di calma in più, oggi ho accompagnato la mia tazza fumante con delle madeleines al tè verde matcha (che se permettete fa anche molto chic!). Le madeleinette sono veloci e sempre gradevoli! Ho preso la ricetta dal libro Madeleines di L. Pantaleoni. Unico accorgimento che dovrò attuare la prossima volta, stare più attenta con la temperatura del forno (il mio ero troppo caldo con le temperature indicate e ha decisamente colorato troppo i bordi! Mi toccherà sacrificarmi e fare altre prove con gli altri gusti presenti nel libro :D)! E voi..come impiegate i pomeriggio durante le feste di Natale??? Su, raccontatemi!

RICETTA: MADELEINES AL TE’ VERDE MATCHA (da una ricetta di Lucia Pantaleoni)

Ingredienti (per 16 madeleines circa)

  • 3 uova
  • 150 gr di burro salato fuso (ho usato quello normale aggiungendo un pizzico di sale)
  • 150 gr di farina (io 00)
  • 150 gr di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di lievito
  • 1 cucchiaino di miele
  • 1 cucchiaino di tè matcha

Procedimento

Fate sciogliere il burro con il miele. Aggiungete il tè matcha e mescolate. Spegnete e mettete da parte. Passate al setaccio la farina ed il lievito. Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Incorporate la farina ed il lievito setacciati, quindi il burro aromatizzato con il tè matcha. Mescolate fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciate riposare in frigo per almeno un’ora (questo riposo è essenziale quindi potete lasciarle anche di più). Scaldate il forno a 270° (un po’ troppo per il mio forno) , rimepiti gli stampini e infornate le madeleines per 4 minuti. Abbassate la temperatura a 210 e continuate la cottura per altri 4/6 minuti finchè risulteranno dorate.

Come spiega l’autrice, “la famosa gobbetta, cui le madeleines devono il loro successo, si forma per lo scock termico cui viene sottoposto l’impasto che passa dal frigo al forno molto caldo”.

GROSSO P.S.: siccome è Natale e siamo tutti più buoni, non posso non ringraziare Lorenza e Federico di Dissapore per l’intervista che mi hanno fatto sul Cannolo Cilentano che ho inserito in Gente del Fud. Mi spiace, non voglio rovinare la reputazione di nessuno (voi capite che si parla di Dissapore  e minimo ti aspetti che ti massacrino con domande gastrosnob e varie…..) ma DEVO dirlo: quei due sono SIMPATICI. L’ho detto e lo ripeto, quelli di Dissapore sono simpatici (e posso confermarlo, perchè causa problemi tecnici…ho dovuto ripetere l’intervista due volte..al solito motto di “Vergognarsi non è mai stato così divertente” di Maricler e Fabrizio. Se volete vedere l’intervista con la carinissima Elena e me..andate qui!

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"