Il trucco c’è…

Set 10th

…e si vede pure!

Non molto tempo fa Dana, una mia carissima amica, mi parlò di Clio Makeup, una trasmissione condotta da una ragazza italiana andata a New York per studiare il make up e che, invece di tenersi stretta tutti i segreti imparati, ha cominciato a condividere dei video tutorial su you tube. E’ stata la sua fortuna, tanto è vero che oggi ha all’attivo una trasmissione, un libro, collaborazioni con case di cosmetica, etc. etc..

Io, che di Clio non sapevo nulla, verso Luglio mi sono messa a guardare le vecchie puntate. Non l’avessi mai fatto. Capirete, una a cui vengono le dita palmate quando si trucca (e già lo avevo raccontato qui) come fa a non attaccarsi a ogni santo tutorial?

Devo dire che ho scoperto di avere  un’ignoranza abissale in merito e credo anche di essere l’unica! Quando chiedevo consigli su FB le ragazze si sono scatenate. Sto studiando, datemene atto! Direi che sono migliorata in qualità (spero) ma soprattutto in quantità diprodotti conosciuti e mi chiedo costantemente “ come ho fatto senza queste cose”? Un esempio? Clio, la prima cosa che mette sulla faccia delle sue ospiti è il primer. Ora, ho chiesto appunto cosa fosse questo primer e ho ricevuto tante risposte: gli uomini mi hanno detto che il primer è, in termini di lavori maschili, un sottofondo, una vernice, insomma qualcosa che si mette come base per la pittura; le donne, dal punto di vista del trucco,  mi hanno spiegato che esiste il primer per occhi e quello per il viso (guai a confonderli) e che tale prodotto serve, appunto, come base per il trucco. Il parallelismo fra le due definizioni è perfetto!

Da quando Clio è entrata nella mia vita, le profumerie sono diventate angoli interessanti, a maggio ragione che  la figuraccia con la commessa di turno è perennemente in agguato. Prendiamo il primer: timidamente ho chiesto

“ ehm vorrei un primer”

“ di che colore”

“come di che colore?”

“certo: c’e neutro, rosa, giallo, verde, viola, dorato…”

Non sapendo che pesci prendere la commessa ha avuto pietà di me e mi ha regalato 3 “pottini” (che non avevo capito cosa fossero fin quando non li ho visti) con 3 prove dei primer rosa, viola e giallo. Dopo lungo e faticoso studio credo che sceglierò quello che ha il colore più bello, (il viola è in pole position). Altri criteri di scelta non mi vengono!

Posso riassumere i miei studi matti e disperatissimi  in pochi punti, considerando che mentre prima per truccarmi ci mettevo 5 minuti, ora quando devo uscire mi viene l’ansia e so che ci metterò almeno mezz’ora (l’ho detto che sono impedita), cercando di ricordare la esatta sequenza dei vari prodotti, ossessionata dalla domanda “ma il correttore aranciato va prima o dopo il fondotinta?”

Chiedendo scusa in anticipo per gli errori (voi correggetemi che magari non ho capito nulla),

Ho imparato che:

l’ombretto non è più ombretto ma è smokey e permette, di fare gli smokey eyes (o almeno credo).  Sta di fatto che se Clio usa gli ombretti scuri, pennelli e 4-5 colori, a lei viene un occhio sfumato..a me siamo ancora sulla sensazione del “qualcuno mi ha mollato un pugno”. Per ora mi concentro sui toni chiari.

Ho imparato che:

il fard non è più fard ma blush. E mentre io pensavo al blush come una polvere più o meno tendente al marrone da prendere con un pennello, ho scoperto che esistono blush in crema, in stick, compatti, lucidi, opachi, da spandere con le mani, col pennello o con una tubetto (avete presente il tubetto della colla? Ecco).

Ho imparato che:

il lucidalabbra non è più lucidalabbra (sigh) ma gloss. E anche lì ci sono infinità di prodotti: se c’è dentro la cera d’api (!) funziona anche come cura per le labbra!

Ho imparato che:

il correttore, che ho sempre preso sul beige, deve essere aranciato (perché complementare al verde, classico colore delle occhiaie). E qui posso con soddisfazione affermare che è vero. Fin da piccola avevo delle occhiaie  della serie “non dormo da una settimana, datemi una botta in testa per favore”  e, dopo l’intervento di Santa Clio Da Real-tv, le mie occhiaie sono passate allo stato “ieri sera ho fatto baldoria con gli amici e ho bevuto 4-5 drink in più”. Un successo, non me lo aspettavo! Certo, continuo a non capire come prenderlo da quel benedetto contenitore, pardon pottino, ma è un dettaglio!

Comunque, mi sto impegnando ma c’è un punto su cui alzo le mani: lo smalto. Che lo spirito di Clio scenda su di me e guidi la mia mano perché non c’è verso. Lo metto sempre male. Magari un giorno scoprirò che c’è anche un primer per lo smalto. Sto tentando di modernizzarmi e quindi, merito dello smalto turbofigo di Lydia, prontamente comprato  (è il Particuler di Chanel) me ne sono accaparrata anche uno azzurro chiaro, così, per stupire.

L’altra sera ero vestita con una maglietta azzurra e i pantaloni blu: potevo forse lasciarmi scappare l’occasione di mettere lo smalto azzurrino? No, certo che no, e così sono andata di pittura. Al mio ingresso trionfale in salone è seguito un piccolo “ohhhh” di sorpresa dei miei figli.

Albertino (cuore di mamma) ha espresso il suo compiacimento

“mamma, sei bellissima”

La Pasionaria ha espresso il suo, ehmm, parere

“Si sei bellissima. Sembri Cuffetta (Puffetta, ndr)

Non era certo consolante sapere di dare l’idea di un’enorme puffetta di blu vestita. Ho capito che, forse, lo smalto non va messo dello stesso colore dei vestiti.

Dato che eravamo in argomento estetica, lei mi ha detto “facciamo belli anche i biscotti?”. Urge spiegazione: tempo fa una mia amica, che vive in Francia, mi ha mandato dei bellissimi “trasferelli” (avete mai sentito parlare dello scrap cooking?) per la cioccolata ( che conoscevo, ne è un esempio il ricciolo della torta Malaga) e per la pasta frolla (che non conoscevo) e per evitare che La Pasionaria li scambiasse per adesivi, le ho detto che servivano ai biscotti per farsi belli.

Quindi era ovvio che presa dal sacro fuoco del trucco mi chiedesse di far belli anche i biscotti. E vi dirò di pià: oltre al colore sulla frolla, ho pure sperimentato dei nuovi stampini! Risultati inaspettati: vedrete che i biscotti si sono improvvisamente animati e prima hanno scalato i bicchieri, poi hanno provato a tuffarsi nel latte e poi si sono attaccati al bordo quando ho provato a trascinarli via!

Il trucco c’è…

Prep Time: 20 minutes

Cook Time: 15 minutes

Total Time: 35 minutes

Il trucco c’è…

Ingredienti

  • Per la Pasta frolla tipo Milano di Massari (ne ho usati solo 200 g ma conviene sempre farne di più e congelarla!)
  • g 500 di burro
  • g 400 di zucchero a velo
  • stampini vari
  • fogli di scrap cooking
  • g 100 di miele d’acacia
  • 1 scorza di limone grattugiata
  • 1 baccello di vaniglia(io, un cucchiaio di essenza di vaniglia)
  • g 200 di uova intere
  • g 4 di sale
  • g 1000 di farina bianca 00
  • g 10 baking (facoltativo: io non l’ho messo)

Procedimento

  1. Per la frolla: nella planetaria mettere il burro morbido, lo zucchero, il miele e gli aromi e mescolare bene senza montare; aggiungere le uova e il sale e, quando saranno ben amalgamati, la farina e il lievito setacciati. Lavorare poco, solo fin quando saranno ben amalgamati. Mettere in frigo a riposare almeno 3 ore.
  2. Riscaldare il forno a 180°. Prendere una teglia e mettere un foglio di carta da forno. Poggiare sopra un foglio di scrap coking. Stendere la frolla fra due fogli di carta forno, ritagliare i biscotti della forma desiderata, spennellare leggermente con dell’acqua la parte del biscotto che andrà a contatto con i disegni, poggiare il biscotto sul foglio colorato. Infornare per 15 minuti e lasciar freddare prima di usare.

Notes

al tempo totale va aggiunto il tempo di riposo in frigo della frolla

http://www.cookingplanner.it/2012/09/10/scrap-cooking/

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"