Parigi: dove fare colazione e anche merenda!

Feb 5th

Terza e ultima puntata sui luoghi di Parigi, dopo aver visto una infinità innumerabile di posti dove mangiare e comprare caccavelle e poi dove comprare caccavelle e mangiare.

Oggi vi parlerò in particolare di posti dove fare una splendida colazione e una altrettanto splendida merenda.

Mattino presto e cielo terso. Supponiamo vorreste andare a visitare il Louvre e perdervi fra quelle  meraviglie artistiche, avrete bisogno di una colazione che vi supporti nel fisico e prepari nello spirito, giusto?

E dove andare, se non da Angelina? Rue de Rivoli vi scorta dritti dritti verso questo posto magnifico che non saprei neanche come definire: sala da tè, pasticceria, boutique..in realtà è tutto questo insieme e anche di più.

E’ il posto dove vale la pena fare la fila (che però noi non abbiamo fatto, per pura fortuna dei principianti), per poter gustare la petite dejeuner parisien o la petite dejeuner Angelina (ancora più sostanziosa).

Noi abbiamo preso la parisien e me ne sono pentita. Era talmente buona che la prossima volta si andrà direttamente armati di cattive intenzioni a ordinare la Angelina. Se avete dei dubbi, guardate pure.

Non che abbiamo mangiato poco, per carità.

Il burro di Isigny resterà uno dei miei ricordi più cari (nota bene, è quello che usa Conticini per i suoi dolci, vorrà pure significare qualcosa).

La crema di marroni in tubetto è diventata il mio street food parigino di quei giorni.

Croissant e pain au chocolat di una leggerezza impareggiabile e pane di livello superiore.

Sulla cioccolata calda mi taccio: avevo preso un (ottimo, non c’è che dire) tè. Quando però ho visto la cioccolata calda che si versava il marito, ho capito che non mi sarei mossa più di lì.

Per tutto questo c’è master card, per la bellezza intrinseca del luogo, non c’è prezzo.

 

Quindi, finito da Angelina potete andare al Louvre, senza dubbio.

Ma il Louvre, sapete bene, richiede più giorni di frequentazione. E allora per la colazione del giorno successivo, vi chiedo di fare un piccolo sforzo e arrivare da quel giovane ma già tale conferma della pasticceria mondiale che è Yann Couvreur.

Dalle foto che vedevo in giro, pensavo fosse bravo (oltre che davvero belloccio, diciamolo)  ma ha superato le aspettative: viennoiserie impareggiabile e torte vendute anche in fette singole  e confezionate, buone che non ricordavo averne mai mangiate così.

Ambiente giovane, moderno, raffinato, minimal chic, il locale di Couver è adattissimo a una colazione meno formale, più veloce ma sempre godibilissima. Rimpiango solo che , data l’ora, non fossero ancora in vendita le monoporzioni marroni e mandarino e tutte le altre a seguire. Ho il rimpianto e non si può vivere con quello.

Quelle girelle di brioche sfogliata restano un punto fermo della capitale francese.

E quelle chouquettes…una mamma ne ha prese un po’ per darle al suo bimbo di neanche un anno nel passeggino, da mangiare durante la passeggiata quotidiana, un po’ come io davo la pizza bainca ai miei:)).. Poi capite perché crescono gourmet, gli italiani e i francesi.

Bravo Couvreur, da non lasciare più.

Per la merenda, dove possiamo andare ( e riandare, e riandare)?

Non che Angelina e Couvreur costituiscano un posto non adatto alla colazione, ci mancherebbe. Ma come si fa a saltare Pierre Hermè e Michalak?

Il  pluripremiato più bravo pasticcere al mondo l’uno, e quello più divertente in assoluto l’altro?

Non si fa, infatti, anche perché adesso sono vicinissimi.

Pierre Hermè e la fila fuori che trovi ogni volta in Rue Bonaparte.

Io perdo sempre l’uso della parola, dopo che mangio le sue cose, l’ho detto tante volte. Il plasir sucrée resta il dolce al cioccolato migliore del mondo ma stavolta ho anche provato il 2000 foglie….un millefoglie creato per il 2000 e mai più tolto dalla carta, fortunatamente. Sarà che adoro il pralinè ma hemrè veramente si è superato. Senza parlare dei macaron indiscutibilmente migliori del Mondo e delle altre cose che potrete trovare lì.

Non contenti e mai paghi, girate l’angolo e chi trovate? Michalak. Ecco, va visto fosse anche solo per la boutique e la forma di quei dolci. Il bello è che sono tanto buoni quanto esteticamente deliziosi.

L’uomo dalla faccia da orsetto, come dice la Federica Bertuzzi, fa dei dolci con un  packaging incredibile, fra le mille altre cose. E qualità sempre ottima (quest’anno ho trovato un po’ sotto tono Adam e ho deciso di non parlarne, per dire).

 

Tadaann: siccome sono tanta buona, ho estorto a mio marito il link per la google map usata nel 2015 e 2016: prendete e godetene tutti, spero vi possa far comodo. Non so quando tornerò a Parigi ma succederà e voi, sarete i primi a saperlo.

https://drive.google.com/open?id=1AxcCb0TzOxwqanIrGwTJjmhyGcE&usp=sharing

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"