Tartelletta di riso al cioccolato

Set 27th

La tartelletta non è per tutti. E’ la verità.

Di tartellette, variamente farcite, potrei fare scorta. E’ quel tipo di dolce consolatorio di cui non posso fare a meno e  per questo motivo mi trattengo dal prepararne quanti tipi vorrei, capitemi.

E’ il concetto espresso da questo tipo di dolce, che mi fa impazzire: il segreto. Il fatto di nascondere, di celare qualcosa che però intravedi e che intuisci possa essere gustoso. Per questo dico che non è per tutti. C’è chi vuole un dolce che si veda subito, che si capisca, che si esponga prima di essere morso.  C’è chi apprezza un dolce che è un rischio perché devi assaggiarlo per capire com’è.

Un po’ come le donne: a chi piacciono quelle che sono come appaiono, a chi piacciono quelle che appaiono ma non capisci bene come sono e devi approfondire.  Voglio dire, la crostata la vedi com’è, la tartelletta no.

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Tant’è, vidi queste tartellette di riso al cioccolato su Non solo zucchero Vol. V di Massari (che, cattivissimo, non mostra l’interno) e mi ero ripromessa di farle, in barba a tutti i dolci moderni, pur splendidi, che si trovano su quel libro. Ci ho messo un po’ e finalmente, causa malattia improvvisa che mi ha costretta a casa, ho deciso di provarle, che dovevo pur rilassarmi un po’. Ognuno ha i propri mezzi. E questo mezzo qui, mi è piaciuto tantissimo.

Ripieno fatto con una crema di riso al cioccolato, sul fondo un velo di marmellata di limoni, il tutto racchiuso da un frolla Milano che ho trovato FANTASTICA (zucchero e velo e punta di miele ci stanno di incanto): come si fa a resistere a una cosa così? Non si fa, infatti.

La quantità segnata da Massari è per un esercito. Io ne ho fatta la metà e ne sono venute un bel po’. Regolatevi di conseguenza.

Ah, io vi mostro l’interno perché ogni tanto vale la pena di rischiare con una donna. Questo dolce ne è la prova.

Tartelletta di riso al cioccolato di Iginio Massari

Tartelletta di riso al cioccolato di Iginio Massari

Ingredienti

    Per la frolla di tipo Milano (io ho fatto metà dose e sono venute 14 tartellette)
  • Burro g 700
  • Zucchero a velo g 400
  • Miele di acacia g 40
  • Sale sciolto in acqua g 5
  • Limone grattugiato 1
  • Baccello di vaniglia 1
  • Tuorli g 100
  • Uova g 80
  • Baking g 5
  • Farina bianca debole g 1000
  • Per la crema di riso
  • Riso arborio g 100
  • Latte g 1200
  • Panna g 200
  • Burro g 50
  • Sale g 3
  • Zucchero g 150
  • Baccelli di vaniglia 2
  • Cioccolato fondente g 350
  • tuorli g 200
  • Limone grattugiato g 10
  • Burro sciolto g 100
  • Per il fondo
  • Marmellata di limone

Procedimento

  1. Per la frolla, in una planetaria con lo scudo amalgamare il burro (io l’ho lasciato a temperatura ambiente per un quarto d’ora), lo zucchero e gli aromi; incorporare i liquidi e infine la farina setacciata con il lievito.
  2. Massari suggerisce di mettere la frolla in frigo per 12 ore e poi di stenderla allo spessore di 3 mm.
  3. (io, seguendo le indicazioni di Fusto, visto recentemente a Sweety, ho steso la frolla fra due fogli di carta forno (va bene anche l’acetato) ad uno spessore di 3-4 m e poi l’ho messa in frigo per 12 ore)
  4. Preparare la crema: cuocere in un tegame il riso con la panna, il latte, il burro, il sale la vaniglia. Dopo circa 20/22 minuti il riso sarà cremoso. Aggiungere il cioccolato fondente e mescolare con un cucchiaio. Incorporare i tuorli e mescolare con un frustino. Infine unire il burro sciolto. Lasciar freddare.
  5. Tirare fuori la frolla da frigo e lasciarla qualche minuto a temperatura ambiente poi foderare le tartellette di circa 6 cm di diametro, imburrate e infarinate. Bucare il fondo e spennellare con un velo di marmellata di limoni.
  6. Riempire le cartellette e e coprire con un cerchio di frolla, avendo cura che sia ben chiusa.
  7. Cuocere in forno già caldo a 180° per 12 minuti.
  8. Lasciar freddare e servire spolverate di zucchero a velo.
http://www.cookingplanner.it/2016/09/27/tartelletta-di-riso-al-cioccolato/

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"