La prima domenica del mese

Mar 5th

Cosa si fa la prima Domenica del mese?  Si sta a casa a curare i figli col raffreddore (come successo nelle ultime 5 domeniche)? Si stira la pila interminabile di panni? Si decide se prendere l’aspirapolvere in mano subito o aspettare una mezz’oretta, giusto il tempo di fare “ohmmmmmmmm” per caricarsi bene? NO, tutto questo si fa le restanti domeniche, non la prima….perchè chi abita nei pressi di Frascati, gioioso paesino dei Castelli romani, la prima domenica del mese se ne va un paio di ore al Mercatino, quello con la M maiuscola! Io parlo bene…ancora non ci ero riuscita..ma la scorsa domenica ho deciso di scappare per un paio di ore (va bene…solo dopo aver piazzato i miei figlioletti da qualche parte sicura e con gente fidata , considerando che fare foto non è per loro il masimo del divertimento :D) e di immergermi nell’atmosfera frascatana della Domenica mattina! La scena classica..tanto classica che la vivo troppo poco: la gente a passeggio, la signora al braccio del marito, la mamma con la carrozzina, i bimbi che scorrazzano e tutti presi dalla bancarelle, una tizia un po’ strana armata di macchina fotografica che fotografava tutti gli oggetti colorati che le capitavano sotto l’obiettivo !!! Che sarà mai, direte voi!  Peccato che ormai trovare un mercatino degno di questo nome è difficilissimo. Gli artigiani non ci sono più, almeno quelli italiani. E anche gli oggetti da guardare non ci sono più, perché sono tutti uguali, tutti fatti in serie. Invece a Frascati ho incontrato delle persone che facevano le varie cose fatte a mano (che mi piacessero o no, non ha importanza..è sempre piacevole vedere l’artigianato..e poi mi sono piaciute tante cose!) e anche gli oggetti che provenivano dall’estero erano molto belli!

E così ho visto  ceramiche marocchine, fiori di stoffa, piatti dipinti, macchinette di caffè abitate da pupazzetti, cinte meravigliose e pietre dure incastonate nelle fibbie. E ancora cestini, antichi piatti di legno, tazze di porcellana vintage e scatole a forma di torta…che nulla avevano da invidiare alle più belle torte decorate in pasta da zucchero.

Ma a parte questa immagine idilliaca, Frascati è decisamente famosa anche per  la fama di cittadina buongustaia! Quindi trovare la porchetta fra teche di vetro, con vicino cesti di tarallucci e vinerie sempre aperte è la norma…e vi prego, fate un favore a voi stessi: passate sempre e comunque al Bar Belvedere-Brega. Ci sarà un motivo se per anni è stato considerato il miglior gelataio d’Italia! Il motivo è lo Zabaione! A mio parere il migliore di Roma (ammetto che c’è un posto dove devo ancora andare a verificare questo gusto di gelato….ma finora per me resta quello il migliore). Poi non disdegnerei neanche la nocciola, la cannella e tutti gli altri gusti…e soprattutto la tenerezza che mi fa vedere che quando ti mettono la panna te la prendono con la palettina dalla vaschetta! Niente dispositivi moderni che la fanno scendere al volo sul vostro cono! Io per dovere di cronaca ho preso una coppettina, una piccola..giusto per fare la foto (una … poi non c’e stato più spazio per la macchina fotografica).

Ho passeggiato un paio d’ore fra le vie di Frascati  e infine ho ripreso la macchina e sono tornata verso casa: la radio suonava Sunrise dei Symply Red (non  state a lamentarvi per la scarsa attinenza della canzone…capisco che uno stornello romano sarebbe stato più adatto ma questo passava il convento!!! E poi le colonne sonore vanno di moda!)…e  un po’ di mimose stavano lì a ricordare che fra molto poco arriverà la primavera!

Sono tornata a casa con il sapore dello zabaione che invogliava a fare un dessert del “buon ricordo”…è che dopo quel gelato uno va in astinenza…e allora lo zabaione è necessario in qualche modo! Poi io faccio quello di Santin (dal libro Le mie ricette di base), tanto per stare sul sicuro. Fatto lo zabaione, ci ho solo pensato qualcosa intorno!

Mousse di zabaione su base di riso soffiato

Prep Time: 30 minutes

Cook Time: 10 minutes

Total Time: 40 minutes

Mousse di zabaione su base di riso soffiato

Ingredienti

  • 70 gr di riso soffiato
  • 200 gr di cioccolato al latte (o fondente se preferite)
  • 120 gr di marsala
  • 75 gr di zucchero
  • 75 gr di tuorli
  • 250 gr di panna fresca
  • 1 foglio di gelatina (2 grammi)
  • 100 gr di cioccolato per decorare (facoltativo)

Procedimento

  1. Sciogliere il cioccolato al latte, unire il riso soffiato e sistemarlo in 6 coppapasta rotondi. Livellare bene il composto e mettere in congelatore fino a raffreddamento. Mescolare i tuorli con lo zucchero; nel frattempo preparare una casseruola per la cottura a bagnomaria e mettere in acqua fredda il foglio di gelatina. Posizionate la bastardella sul bagnomaria a fuoco basso e lavorate con una frusta; poco alla volta aggiungete il marsala sempre continuando a lavorare.
  2. Dopo aver versato il liquore cominciare a lavorare più energicamente per facilitare l’incorporazione di bollicine d’aria nel composto; assicuratevi che l’acqua del bagnomaria non raggiunga mai l’ebollizione. Quando lo zabaione avrà assunto una consistenza spumosa e un aspetto chiaro, terminate la cottura. Unite il foglio di gelatina, girate e fate sciogliere bene. Una volta a temperatura ambiente, unite la panna semimontata e sistemate in stampini (io ho usato 6 stampini a semisfera). Mettete in congelatore per almeno 3 ore.
  3. Per la presentazione del dessert, prendete una base al riso soffiato, adagiate sopra una semisfera di mousse allo zabaione poggiate sopra un elemento decorativo di cioccolato (io ho temperato 100 gr di cioccolato e creato dei nastri con dei trasferibili..ma vanno benissimo anche le decorazioni già pronte come le cialde di cioccolato)

Notes

E' necessario calcolare in anticipo il tempo che la mousse e la base devono passare in freezer. Per comodità, potete anche preparare i vari elemnti nei giorni precedenti al momento di servire

http://www.cookingplanner.it/2012/03/05/mousse-di-zabaione-su-base-di-riso-soffiato/

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"