Un porta bon bon per Babbo..Natale

Nov 27th

“Adesso basta, questa è la scrivaMIA, non la scrivaTUA! La tengo come mi pare..mica sempre mettere apposto, mettere apposto. Sono stanca io”

“su mamma, non la far Imbestiare (aka “andare in bestia”)! In effetti questa è la scrivaNOSTRA ma più sua che mia perché io ci sto poco…lasciala decidere no?”

Non è che i miei figli parlino come profughi stranieri appena giunti in Italia, che hanno conosciuto solo persone di lingua madre del Kazakistan o del Burkina Faso (tanto per dire, potete mettere altri due paesi a caso)… anzi, posso anche dire che le insegnanti si sono sempre complimentate per la loro capacità espressiva ..fatto sta che ogni tanto tirano fuori dei neologismi per cui mi è difficile restare seria. Difficile, non impossibile. Specialmente nel caso in cui io chieda per circa 30 volte di seguito di fare un minimo di ordine sulla scrivaLORO. Per carità, considerando quello che io chiamo il “mio ordine personale”, che il resto dell’umanità si ostina a chiamare casino  confusione, non pretendo la luna … ma il minimo indispensabile per vedere ogni tanto il fondo del tavolo, quello sì! ogni volta però,  è guerra. Specialmente La Pasionaria, di mettere in ordine non ne vuole di che sapere (come già detto qui) e come ovvia conseguenza, porta sulla cattiva il fratello maggiore Albertino, che tanto incline al riordino non è (da qualcuno avranno pure preso….).

L’unica arma che ho, in questo specifico periodo dell’anno, è la parola Babbo.

Nonostante origini toscane da parte paterne, per loro Babbo non è mio marito, che chiamano, con leggera tendenza romana, “a papà” (nella maggioranza dei casi) o “Papy!!!” quando hanno bisogno di qualcosa.

Babbo è il BABBO per eccellenza, ovvero Babbo Natale.

 

Apro capitolo a parte: per me Natale è magico e guai a chi me lo tocca! A prescindere dal fatto di essere credenti o meno, avere un giorno in cui fermarsi, riflettere sull’amore universale e dare e riceverlo è fondamentale. Certo che dovrebbe essere così tutto l’anno, chi lo mette in dubbio. Il fatto è che non lo è: siamo troppo presi, troppo di corsa, troppo inquieti e finisce che ce ne dimentichiamo. Quindi avere un giorno o un periodo per pensarci fa bene. Se poi si è credenti, il significato è anche più commovente. Ma a parte il significato spirituale del Natale, mi piace l’idea di uscire e far regali, cercare qualcosa che possa rendere contento chi lo riceve, cose piccole ma per tutti quelli che posso. E sia chiaro, in questa casa babbo Natale non solo esiste, ma è vivo e vegeto e parte integrante della famiglia. L’anno scorso mi ricordo che rimasta molto sorpresa dal numero di post usciti su quanti fossero consapevoli del significato consumistico del Natale e che avessero deciso di smetterla con regali fatti tanto per fare, senza stare a considerare il 25 Dicembre un giorno diverso dagli altri. E’ vero ma di disillusione è pieno il mondo. Quello che manca è un po’ di magia (parola smielata lo so benissimo ma quello è) e elfi che canticchiano, incartano regali, renne che mangiano e trascinano slitte, un simpatico signore con la barba che porta regali ai bimbi buoni (e alle loro mamme, perché no!!)

Quindi abbiate pazienza, pigliatemi così … ma per quanto sarà possibile, questo blog si trasformerà in una succursale della Santa Claus & co. Pacchetti, centrotavola, decorazioni e regalini vari. Vi tocca..e se volete, pure qualche canzoncina natalizia ci sta!

Dicevamo, la parola Babbo da queste parti fa un effettone. Anche perché, il loro papà tecnologico si è attrezzato. Due o 3 anni fa scoprì che esistono delle app per cui è possibile ricevere telefonate improvvise con la faccia di Babbo Natale che compare sullo schermo del cellulare. Siccome i bimbi conoscono benissimo le varie facce di tutto lo scibile della parentela che compare ogni volta che squilla il telefonino, la meraviglia di vedere Babbo almeno un paio di volte fra Novembre e Dicembre di ogni anno, è grande. E soprattutto dona ai genitori la possibilità di contrattare la buona condotta.

Infatti, con strane espressioni del viso, ogni anno, quando cominciano a far capricci, faccio loro intendere LA NOTIZIA: “guardate che stasera papà dovrà ricevere UNA CERTA telefonata …… ci siamo capiti?”

Ma neanche se avessi detto loro che li aspettavano punizioni esemplari degne del mioevo. Sbaincano e si bloccano e cominciano a confabulare. La scena si è ovviamente ripetuta!

Dopo aver sentito “lasciala decidere no?” la mia interpretazione avrebbe meritato l’oscar :” Non volevo dirvelo, sapete che non posso, corro grossi richi..ma stasera papà deve ricevere una certa telefonata….speriamo che non vediate il viso sullo schermo ma….”(facendo intendere che chiamerà LUI) “ e che dobbiamo dire sulla vostra condotta?”

Avevo vinto su tutta la linea … che soddisfazione. “mi sono sentita dire “Mamma, così ci fai “impaurare”…dobbiamo parlarne, ci lasci da soli?” che ho capito che la scrivaLORO avrebbe visto tempi migliori!

Il discorso è stato questo (cominciato dall’esperto, se non altro per età, Albertino)

LUI:“oh, hai capito che stasera chiama Babbo? Dobbiamo fare i bravi”

LEI:“ma proprio stasera deve chiamare”

LUI“senti, io la casa di scooby doo la vorrei…e non voglio perderla per colpa tua eh”

LEI:“uff..pure io voglio il castello dei cuccioli cerca amici…che devo mettere apposto?”

LUI:“Sì, ti aiuto va”

LEI:“ma quindi arriva presto Natale, e facciamo l’albero?”

“Sì, pure il presepe..e dobbiamo preparare, come al solito, qualcosa da mangiare per lui! Che con tutti quei camini e il su e giù sarà stanco. Certo che mamma gli fa sempre trovare un bicchiere di latte e dei biscotti.  Un po’ pochino eh. Si potrebbe anche inventare qualcosa di più per lui!”

E ti pareva che mi mettevano in mezzo. Lo sapevo che non potevo uscirne indenne. Che poi hanno profondamente ragione. Si può rifilare a Babbo una tazza di latte e un biscotto del super (con tutto il rispetto per i biscotti del super)?!

E ho deciso che Babbo si merita una buona scorta di caramelle e una scatola per contenerle..da mangiare anche quella! Ovviamente da fare rigorosamente con i bambini! Loro avevano volgia di farla personalmente e, a costo di farla meno precisa, non ho esitato a farla insieme a loro! Ci siamo divertiti tanto!

Abbiamo sfruttato delle caramelle molto quotate in questa casa a forma di albero di natale..di pasta frolla e riempiti di caramelle. Per le caramelle, quando ho viste la versione natalizia delle M&M’s (che il dietologo ci perdoni) non ho potuto trattenermi. Io già non resisto poi mi ci fanno anche la versione natalizia? E allora che porta bon bon di frolla, ripieno di caramelle, sia!

Per la frolla, ho usato la ricetta della pasta frolla Milano di Leonardo Di Carlo, dal libro Tradizione in Evoluzione (tanto per cambiare). Sempre bene avere le ricette fondamentali..nel senso di “fondementa” per ogni dolce con la frolla! Per la costruzione dell porta bon ho usato questa tecnica: ho scelto una forma (in questo caso l’albero di natale), l’ho disegnata su di un foglio e ritigliata. Ho steso la frolla e ritagliata la forma di due alberi, uno per la base e uno per il coperchio. Ho ritagliato altre due alberi, che però ho tagliato anche al centro, seguendo il contorno e lasciando un bordo di un paio di cm.  Questi due, sovrapposti, sono andati a formare il bordo della scatola. In pratica ho utilizzato 4 strati di frolla, tre per la scatola e uno per il coperchio, uniti da un po’ di royal icing e decorati da noi tre….ma molto più dai bambini! Io ho fornito loro caramelle e lustrini vari e loro si sono divertiti!

Caro Babbo … la scatola è qui che ti aspetta..quanto arriverà piena, questo non so garantirvelo!

Pasta frolla Milano DI L. DI Carlo

Prep Time: 15 minutes

Cook Time: 15 minutes

Total Time: 30 minutes

Pasta frolla Milano DI L. DI Carlo

Ingredienti

  • 500 g di farina 00 (se riuscite a trovarla, W 150/160)
  • 250 g di burro
  • 1 g di bacca di vaniglia
  • 4 g di sale fino
  • 100 g di uova intere
  • 250 g di zucchero a velo

Procedimento

  1. Sabbiare il burro freddo con la farina, aromi e sale fino; unire le uova e di seguito anche lo zucchero a velo. Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e sodo. Far riposare in frigo per almeno 2 ore o tutta la notte.
  2. Cottura a 180° per 15 minuti
http://www.cookingplanner.it/2012/11/27/un-porta-bon-bon-per-babbo-natale/

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"