A tutta Forza…dell’ordine

Ott 24th

Capita, spesso anche per colpa di noi adulti, che i bambini guardino con molto timore qualsiasi appartenente alla polizia, carabinieri & co. !Alzi la mano che, in preda a capricci esasperanti per strada, non abbia mai detto, nel tentativo di calmare le intemperanze di quelli che a buon diritto, in quel caso, sono i figli del coniuge, “se non fai il bravo chiamo il poliziotto, eccolo lì, guarda!”.

In genere funzione, specialmente se i bimbi sono alle prime armi! La cosa però non mi entusiasma, perché va bene provare rispetto ed essere consapevole ma avere paura non è il caso, specialmente perché prima o poi si dirà loro “se, per qualsiasi motivo, ti perdi per strada, rivolgiti al primo poliziotto che incontri”.

Ci tenevo quindi a spiegare bene le funzioni delle forze dell’ordine, per non incorrere in inutili paure. Quando l’altro giorno hanno suonato i carabinieri a casa nostra (volevano semplicemente delle informazioni!) la cosa ha molto colpito i due componenti piccoli della famiglia. Quando sono andati via, Albertino mi ha chiesto spiegazioni, è un po’ allarmato mi ha chiesto “mamma, che è successo? Devono portare via qualcuno?”. Ho assicurato lui ed un’attenta Pasionaria che non dovevano portare via  proprio nessuno, che erano lì per svolgere il loro lavoro, che ci proteggevano e che le forze dell’ordine hanno il compito di aiutarci nei momenti difficili. Tutto bene insomma, mi sembrava di averli tranquillizzati.

Il giorno, mentre ormai avevo archiviato questo dialogo, ero impegnata in una estenuante discussione con la Pasionaria: doveva rimettere in ordine la sua stanza e non c’era verso di convincerla. Stavamo passando attraverso i soliti gradi scuse: “lo faccio fra cinque minuti”, “lo faccio dopo la merenda”,”lo faccio dopo questo cartone”..ma conoscendo tutte queste frasi in anticipo, non intendevo lasciarmi commuovere. Al che, è partita all’attacco con lo spietato sguardo di sconsolata tristezza e la frase “ ma io sono tanto stanca” che, di rimando ha generato la risposta “se non eri stanca per tirare fuori tutti i giocattoli, non lo sei neanche per rimettere in ordine”.

Siccome però non è tipo da cedere facilmente, dopo breve ragionamento ha cominciato a domandare “mamma, i CABARINIERI ci aiutano?” “certo che sì” (non capivo bene dove volesse arrivare ma la risposta era scontata)

“ma i CABARINIERI sono le forze dell’ordine?” “sì, indubbiamente”

“e allora, possiamo chiamarli per mettere in ordine la mia stanza?”

“ma no! Il loro compito è quello di proteggerci!”

“ma sono o no forze dell’ordine? E perché non possono fare l’ordine mio?”

La logica era infernale ma andava scardinata: le ho spiegato che l’ordine a cui devono provvedere i CABARINIERI è l’ordine della cosa pubblica, il bene comune, non quello del singolo dentro la propria camera. A Quello i CABARINIERI non sono addetti. Non è che fosse molto convinta.

Quando ha capito che nessun uomo in divisa sarebbe arrivato per salvarla dal suo compito, se n’è tornata sconsolata in camera sua, borbottando “e allora che forze dell’ordine sono se non sanno fare neanche l’ordine di una bambina? Io so piccola e so stanca. E se li chiami, gli chiediamo anche di fare la forza dell’ordine nella tua cucina, così aiutano pure te”

L’argomentazione era valida e anche attraente … ma non ho ceduto: ognuna di noi aveva un ordine da ristabilire e non era per questo motivo il caso di far venire i CABARINIERI a casa nostra.

Il mio disordine era dovuto alla necessità di cancellare il tarlo del Pane dolce del Sabato. Avevo detto che non avrei potuto riprovarlo, dopo quello della scorsa volta, ma non ce l’ho fatta: non partecipare all’MTc proposto da Eleonora mi dispiaceva troppo! Per cui mi sono trovata il tempo e, pur facendo una gran baraonda, son riuscita a fare altre due trecce, ognuna con un ripieno proprio e senza usare farine di cui non avevo certezza!

In questo caso il ripieno ha avuto due origini diverse: l’autunno e una torta vista per caso in pasticceria.

Per l’autunno, sono andata sul classico: cachi e castagne. Ho preparato una composta leggere di cachi e ho aggiunto pezzi di castagne al forno.

Per la torta, ho visto per caso una Foresta Nera in una pasticceria e mi son detta che il connubio amarene sciroppate e cioccolato fondente sarebbe stato carino per l’MTC. Ma non mi andava di mettere solo amarene e pezzi di cioccolato. Ho deciso di provare a fare una ganache di cioccolato fondete ma, non potendo utilizzare la panna, ho optato per lo sciroppo delle amarene che avrei usato (ho imparato dal libro di paul & young come le ganache si possano fare con tantissimi liquidi, oltre la panna…perché non tentare con lo sciroppo di amarene?). Per il mio gusto , la ganache di cioccolato fondete al 70 % fatta con lo sciroppo di amarene era molto, molto buona. Tanto che la riutilizzerò per prossimi dolci! Posso dire che è stata la cosa più golosa dei vari ripieni..e infatti le foto che vedrete sono solo quelle della treccia già bella che presa d’assalto!!!

Pane dolce del sabato con farcia d'autunno (composta di cachi e castagne al forno) e con Farcia Foresta Nera (ganache fondente allo sciroppo di amarene e amarene)

Pane dolce del sabato con farcia d'autunno (composta di cachi e castagne al forno) e con Farcia Foresta Nera (ganache fondente allo sciroppo di amarene e amarene)

Ingredienti

  • Per la “farcia d’autunno”
  • 200 g di cachi maturi
  • 350 g di castagne cotte al forno
  • 70 g di zucchero
  • Per la “farcia foresta nera”
  • 100 g di cioccolato fondente al 70%
  • 70 ml sciroppo di amarene sciroppate
  • Amarene sciroppate a piacere

Procedimento

  1. Per la “farcia d’autunno”:
  2. sbucciare i cachi, metterli in pezzi in un padellino antiaderente insieme allo zucchero e cuocerli su fiamma bassa per qualche minuto. Non richiedono una lunga cottura, giusto il tempo di fa r caramellare e assorbire un po’ il liquido (due o 3 minuti dalla bollitura bastano). Spegnere la fiamma e usare il mini piemer per frullare i cachi ed ottenere un composto uniforme. Lasciar freddare.
  3. Sbucciare le castagne e ridurli in pezzi.
  4. Formare le trecce così indica Eleonora e spalmare su ognuna delle 3 parti la composta di cachi; spargere qualche pezzo di castagna e chiudere il tutto. Continuare come da indicazioni di Eleonora.
  5. Per la farcia “foresta nera”:
  6. tagliare il cioccolato in pezzi piccoli e metterlo dentro un piatto fondo. Scaldare lo sciroppo di amarena fino a farlo bollire. Chiudere il fuoco e aspettare un minuto prima di versarlo sul cioccolato, per evitare di bruciarlo per l’eccessivo calore del liquido.
  7. Girare velocemente con una frusta fino ad ottenere una ganache liscia e lucida. Far raffreddare e mettere in frigo.
  8. Una volta pronto tutto, riempire le trecce con un po’ di ganache (attenzione a non esagerare per non far uscire il cioccolato in cottura) e spargere qualche amarena.
http://www.cookingplanner.it/2012/10/24/pane-dolce-del-sabato/

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"