Agguanta ‘na mela

Dic 6th

Vivendo in una città come Roma, il tempo da trascorrere in macchina ogni giorno è parecchio, l’ho già detto in svariate occasioni, e spesso mi ritrovo a dover intrattenere i miei figli mentre aspettiamo ad un semaforo, mentre si libera un incrocio, mentre si sfoltisce una fila. Si sa, normale amministrazione. Nulla di strano. Da quando son nati e quindi, da quando sono frequentatori del traffico romano, è’ venuto di conseguenza il fatto di inventarsi giochini vari, pur di far passare il tempo ai due occupanti i sedili posteriori della mia auto (che ahimè..mi ha abbandonato! Lo dico ufficialmente: addio mia bella compagna di avventure, a cui devo una lunga e assidua frequentazione del meccanico vicino casa).

Quando erano piccoli, ho cominciato il giochino (scemo, lo so) “uhhhh, guarda lì il tram!! Lo vedi? Guarda quanto è grande!” e il tram veniva sostituito, all’occorrenza, da autobus, metro, e soprattutto gru! E la cosa funzionava: si mettevano lì imbambolati a guardare i movimenti della gru. I miei figli hanno sempre amato spassionatamente le gru!L’imbambolamento durava lo stretto necessario per affrontare il rosso del semaforo ma tanto bastava. A quel giochino son rimasta affezionata, o lo utilizzo ancora adesso, soprattutto quando i due litigano per “futili motivi” (quello di ieri era “IO sono Dora l’Esplora e Buzz””noooo… IO sono Dora l’Eplora e Buzz”…chi ha i figli che guarda quel cartone animato sa di cosa io stia parlando).

Stanca di sentire discutere su chi fosse cosa, ho detto ad Albertino, sperando nel solito effetto, “guarda lì, guarda che bella GRU”.

Lui, dall’alto dei suoi molto consapevoli sette anni, ha osservato ciò che gli indicavo e mi ha risposto, con aria di sufficienza, “mamma, quella non è una gru. E’ una ruspa”.

Non so ben descrivere la sensazione, ma è come quando qualche tuo amichetto ti viene a dire che babbo natale non esiste. Ci rimani male.

E io ci ero rimasta male. Ma come, finora mai si era preoccupato del tipo di cosa meccanica, bastava solo si muovesse e ora mi correggeva anche?

Non potevo lasciarmi abbattere e siccome i lavori in corso a roma sono perenni, ho approfittato del gruppo di lavoro successivo per riprovarci “uhh, allora guarda lì che bella ruspa”

“In verità, mamma, quello è un escavatore”.

La magia era finita e i ruoli si erano capovolti. Ne sapeva più di me, troppo di più. Al massimo potevo puntare sulla sorella ma non ci speravo troppo. Sotto la guida di Albertino, sarebbe presto diventata esperta anche lei di mezzi cingolati & co.

Quel giochino andava abbandonato, me ne sono resa conto all’istante e con rammarico. Ma infondo ne avevamo altri. Tipo “qual è quell’animale che ha le ali, il becco e gli artigli?” e tanti altri indovinelli del genere. Sono entrambi appassionati naturalisti, quindi loro mi fanno le domande e io rispondo, destando sempre ammirazione per le risposte esatte. Son soddisfazioni. Per superare lo chock dell’abbandono del giochino della gru, ho proposto il gioco degli animali ottenendo grida di giubilo, evidentemente non conscia dei progressi di Albertino in termini di conoscenza del mondo animale.

“Cominciamo! Mamma, qual è quell’animale che si trova nelle foreste, vicino ai fiumi, che ha i denti aguzzi ma che non è grande come il coccodrillo?”

Ce l’avevo sulla punta della lingua …era,..era…ah sì “Il MOICANO!”

Ho visto Albertino aggrottare le sopracciglia, pensarci un attimo e poi dirmi “Il CAIMANO, mamma. Il caimano. Senti..ma tu le sai le cose?”

A questo punto, è entrata in ballo la Pasionaria, che sicuramente voleva aiutarmi. Infatti è venuta in mia difesa. “ma non dire così a mamma. Che non lo vedi quanto è stanca??guarda come sta! Non preoccuparti mamma, puoi anche non saperle queste cose, basta che le sappiamo noi”.

La disfatta. Onestamente ho pensato che la difesa fosse quasi peggio dell’offesa.

Non era opportuno continuare con giochetti ed indovinelli ed ho alzato un po’ il volume della radio. Meno male, perché Albertino ha subito riconosciuto una canzone che gli piaceva “sì, mammaaa, lascia questa! Lascia AGGUANTA ‘NA MELA

No, non stavamo sentendo allegri stornelli romani ma questa cover di Zucchero!

Evviva! Mi sono rallegrata! L’ordine era ristabilito: quello a dire cose buffe non ero io ma uno sotto gli 8 anni!!!!

“Bella la canzone mamma” ha aggiunto La Pasionaria! “agguanta ‘na mela mi piace tanto. A casa ne hai un tante verdi vero? Sono proprio belle anche se non sono rosse. Le agguantiamo pure noi?”

E le abbiamo agguantate ovviamente.  Prima ho dato sfogo alla mia vena artistica! Mi ero messa in testa di realizzare un centrotavola con mele verdi e carciofi, per seguire la tendenza del centro tavola naturalistico, che mescola frutta verdura (ogni tanto provo a trasformarmi in una novella Silvia dei Fiori, con scarsi risultati, ma in questo caso mi piacevano tanto i due colori). Dopo aver tenuto mele e carciofi montati su un centro tavola per un paio di giorni, l’uno e l’altro mi domandavano insistentemente di che morte dovessero morire e allora ho pensato di dargli degna fine contemporaneamente!

Tart tatin di grano saraceno con carciofi, mele e pancetta arrotolata! Se vi piace il connubio dolce salato, merita davvero!

Tart tatin di grano saraceno con carciofi, mele e pancetta arrotolata

Prep Time: 30 minutes

Cook Time: 35 minutes

Total Time: 1 hour, 5 minutes

Tart tatin di grano saraceno con carciofi, mele e pancetta arrotolata

Ingredienti

  • Per la base
  • 140 g di burro
  • 100 g di farina (io ho usato la 00)
  • 70 g di grano saraceno
  • 70 g di zucchero
  • 30 g di pecorino grattugiato
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di cannella
  • Per il ripieno
  • 2 carciofi puliti e bolliti
  • 2 fette di pancetta arrotolata alte circa mezzo cm
  • 1 mela
  • Mezzo cucchiaio di zucchero di canna

Procedimento

  1. Lavorare il burro con la farina (io l’ho sabbiato),aggiungere lo zucchero, il grano saraceno, il pecorino, il sale, la cannella. Lavorare fino ad avere un composto morbido ed omogeneo (se fosse poco morbido, aggiungere un cucchiaio di acqua freddissima). Far riposare in frigo per almeno due ore.
  2. Prendere una teglia di 18 cm e ricoprirla di carta da forno. Versare sul fondo lo zucchero di canna, spargendolo bene. Distribuire pezzi di pancetta arrotolata, gli spicchi di mela e i carciofi tagliati in 4, cercando di riempire tutto lo spazio sul fondo della teglia.
  3. Prendere la briseè, stenderla (per facilitare si possono usare due fogli di carta da forno) ad uno spessore di un cm e mezzo (ma può variare in base al vostro gusto…dipende se preferite un fondo più croccante o più morbido, più alto o più basso) e ricoprire il fondo di carciofi, mele e pancetta.
  4. Cuocere a 180° per 30-35 minuti.

Notes

al tempo totale va aggiunto il tempo di riposo della pasta

http://www.cookingplanner.it/2012/12/06/agguanta-na-mela/

A proposito..state vedendo tutte le belle cose che stanno facendo le mie compagne di blogger?? qui i particolari! Continuate a seguirci

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"