La Facoltà di Pasticceria (e una torta di carote)

Mag 6th

Pensavo all’università. Bel periodo, intenso divertente impegnativo, che forse non ho apprezzato come avrei dovuto. Ora pagherei per tornarci.

Già, ma che farei? Quale facoltà? Ai tempi della scelta, vinse ingegneria su filosofia (che resta il sogno nel cassetto). Però, c’è un però…pensavo alla passione per la pasticceria che ho e a quanta tecnica e studio mi manchi. Allora, che ne sarebbe di me se avessi la possibilità di frequentare una Facoltà della pasticceria? (Sì, lo so che da qualche parte già c’è ma  ne voglio una a mio uso e consumo e con i Prof che dico io). 

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Ho pensato così agli esami base, quelli obbligatori, che un piano di studi serio richiede.

  • Pasticceria 1: le basi (Prof Iginio Massari)
  • Pasticceria 2: le basi (Prof Philippe Conticini)
  • Storia della pasticceria 1: (Prof Herme)
  • Storia della Pasticceria 2 (Prof Laduree)
  • Cioccolato e Praline (Prof Ernst Knam)
  • Matematica della pasticceria: il bilanciamento (Prof Leonardo Di Carlo)
  • Ermeneutica dei Lievitati: (Prof : Giorilli)
  • Analisi della frolla I (Prof Frederic Bau)
  • Analisi della frolla II (Prof. Gaston Lenotre)
  • Crostate moderne ( Prof. Gianluca Fusto)
  • Psicopatologia del lievito Madre (Prof Zoia)
  • Analisi funzionale: i croissant (Prof. Christophe Felder)
  • Torte da svenimento: fantastik (Prof Christophe Michalak)
  • Teoria e tecnica degli eclair (Prof Cristophe Adam)
  • Escatologia della tarte citron an basil (Prof. Jacques Jenin)
  • Il dolce al piatto e l’arte dell’impiattamento (Prof. Antonio Bachour)

Questi, i fondamentali.

E gli esami a scelta? Quelli che tutti vivevamo quasi come l’ora di ricreazione, tanto ci piacevano più di quelli barbosi dei primi anni?

Avevo bisogno di una mano. Di una mano appartenente a uno scanzonato, ironico, irriverente, insomma, da uno che rischia di farsi radiare dall’albo dei blogger ad ogni battuta. Uno di cui fidarsi, insomma. Eccolo là, chi meglio di Gambetto?

E son venuti fuori gli esami a scelta, tanto per completare il piano di studi (il ragazzo ha un amore spassionato per il cake design, come potete verificare).

  • Dialettica da pasticciere 1 – Maieutica dei deliri di onnipotenza – Dai Savoia a Sal De Riso”
  • Materiali lapidei/1: il cake design
  • Materiali polimerici: le creme per il cake design.
  • Metempsicosi del glucosio – Storia dello zucchero, dalla canna alle canne
  • Decadentismo della cucina italo-america – “Da Chef Boyardee a Buddy Valastro”

Ah, ci sono anche un paio di tesi in cui lui vi seguirebbe volentieri (senza nulla togliere ai Prof di cui sopra)

  • Anna Moroni – Degradazione dell’Io cosciente e prevaricazione dell’Io incosciente in cucina
  • Il glucosio e la gnocca – Nigella, il fenomeno. Food art o porn art?

Io, lo dico prima, voglio fare una tesi con Christophe Adam, a scanso di equivoci. E potrei scegliere Michalak come relatore. E no, non sono interessata a loro due. Nono.

E grazie ancora al cattedratico nonché associato Gambetto! Sostiene che alla discussione della tesi, vuole vedere tutto messo in pratica.

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Dunque, mentre preparo i documenti per le iscrizioni, vi racconto di qeusta torta, la torta di carote e nocciole. La mangiai circa vent’anni fa (giuro), fatta da una mia cara zia. Lei l’aveva trovata da qualche parte e non ricordava dove. Odio le torte di carote ma quella mi aveva lasciato un segno: le nocciole, Dio mi, con quell’aroma e la glassa. Insomma.

Dopo tanti anni, riesco a recuperare la ricetta da mia cugina e recentemente ho scoperto anche il libro da cui è tratta. Io l’ho un pochino modificata (ho pesato i vari ingredienti e usato il rum) ma è lei: tanto buona da farmi comprare altre carote.

Torta di carote e nocciole (sans souci) Presa da 1000 ricette di dolci e torte Di Olga Tarentini Troiani

Torta di carote e nocciole (sans souci) Presa da 1000 ricette di dolci e torte  Di Olga Tarentini Troiani

Ingredienti

    Per la torta
  • 350 g di carote
  • 300 g di uova
  • 250 g di zucchero semolato
  • 20 g di acqua calda
  • 200 g di farina di nocciole (o 150 g di farina di nocciole e 50 di farina di mandorle)
  • 100 g di pan grattato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • Mezzo cucchiaino di cannella in polvere
  • Mezzo cucchiaino di chiudi di garofano pestati
  • 2 cucchiai di rum
  • 12 g di lievito
  • Un pizzico di sale
  • Burro per lo stampo e due cucchiai di pane grattugiato
  • Per la glassa
  • 150 g di zucchero a velo
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • Due cucchiai di rum
  • Uno o due cucchiai di acqua calda ( a seconda della necessità)

Procedimento

  1. Pulite le carote e tritale finemente. Sbattete i tuorli con l’acqua calda, aggiungendo i due terzi dello zucchero e la vaniglia, fino ad ottenere un impasto spumoso e chiaro. Unire le nocciole, le carote, il pan grattato mescolato col lievito, la cannella, i chiodi di garofano e il sale.
  2. Sbattete i bianchi e, quando cominceranno a montarsi, aggiungete il restante zucchero. Montateli a neve. Incorporateli pochi per volta e girando dall’alto al basso al composto prima mescolato.
  3. Versare l’impasto in una teglia di 24 cm precedentemente imburrata e pori ricoperte con pan grattato. (io ho usato una teglia di 20 e sei muffin).
  4. Cuocere per almeno 40-45 minuti a 170°(potrebbe essere necessario di più, fate sempre la prova stecchino).
  5. Una volta cotta, lasciate raffreddare.
  6. Per la glassa, setacciare lo zucchero a velo insieme al caco, aggiungere il rum e cominciare a girare, aggiungere l’acqua necessari a ottenere la glassa della consistenza desiderata. Decorare con mandorle o nocciole.
  7. Questa torta è più buona dopo due giorni (non saprei dirlo..da noi è finita molto prima)
http://www.cookingplanner.it/2015/05/06/la-facolta-di-pasticceria-e-una-torta-di-carote/

 

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"