Sapri, bellezza e suggestione nel Cilento

Lug 15th

Ne parlo in continuazione, evoco ricordi, racconto di questo e di quello e mai che abbia fatto un post dedicato.

Sapri, il paese di mio padre e della mia famiglia paterna, che per me è un po’ più che un ritorno alle origini. E il caso vuole che sia una delle perle del Cilento. Il Cilento è ultimamente di gran moda. Ne parlano un po’ tutti. In bene e in male. In bene, per la natura, i paesaggi, la cultura, il cibo, i ristoratori, la gente, la mancanza della patina vacanziera tipica di altre zone della Campania..ma anche in male, con i prezzi elevati, gli affitti poco invitanti, la mancanze di alcune strutture e di valorizzazione dei tesori che ha.

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Io son di parte, sia chiaro. Non vi aspettate da me filippiche su tutto quello che si potrebbe fare e non si fa. Perché è vero che si potrebbe fare di più ma resta il fatto che anche così com’è è un piccolo angolo di paradiso da conquistare e preservare e resto sempre quella che preferisce le iniziative alle critiche. Quindi vi posso raccontare la mia visione di Sapri, posso provare a descrivere quello che rappresenta.

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Paese di mare e sul mare, con un lungomare (scusate il gioco di parole) che permette di viverlo 24 ore al giorno, per gli alberi, i lidi, le fontanelle, il teatro dei burattini, i giochi per i bimbi. La possibilità di sedersi su una delle panchine e ascoltare, anno dopo anno, estate dopo estate, il mio adorato Pulcinella.

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Il mare è meraviglioso. Non è patinato, l’ho già detto: se cercate l’ultimo rifugio vip con il massaggio sulla spiaggia e le lezioni di zumba, ahimè non le troverete. Troverete però un blu intenso, che viene dal cielo e dal mare. Un porto che permette a chi ama la vela, o il gozzo o la barca a motore di trovare un approdo verso la splendida costa di Maratea. Vento in faccia e spiaggette raggiungibili solo dal mare sono all’ordine del giorno, in un paese dove quasi tutti hanno una barca, più di quanto posseggano un’auto.

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Sapri è il paese delle porte. Tante, di ogni epoca, antiche e vecchie, in buono stato o no. Serrature spesso aperte, perché ci si fida a lasciare una porta socchiusa, con la busta di fagiolini corallo appesa alla maniglia e lasciata lì dal padrone, che la ritirerà in seguito. Vecchie serrature indolenti e pigre, che lasciano la voglia di capire cosa possa esserci dietro.

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Donne che cuciono mettendosi con una sedia per strada, di fronte l’uscio. Comari che si salutano dal balcone, biciclette per spostarsi da una parte all’altra del paese.

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Amo Sapri con i suoi limiti e cose da migliorare ma con un gruppo di persone che tenta sempre di far crescere il turismo e l’ospitalità! Anzi, ve segnalo il gruppo su Facebook Scopri Sapri, dove potrete trovare molte notizie sulle varie iniziative (compresi gli sconti di un nutrito gruppo di negozi).

Sapri è anche , e forse soprattutto, buon cibo. Però se mi permettete, di questo vi parlerò in un post apposito. Per ora vi lascio solo un piccolo assaggio, volete favorire?

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"