Come condire le frappe, ovvero dimmi che frappa scegli e ti dirò chi sei

Gen 21st

Frappe (o chiacchiere, lattughe, crostoli, cenci, etc etc) dicevamo. Quelle di Biasetto che tanto mi hanno colpito, sono qui. Mi piace tanto, questo dolce. E , sapendo che esistono tante versioni di servirle, dipendenti dalla regione d’Italia ma anche dalle tradizioni di famiglia, ho pensato di chiedere ai miei amici su fb come le condissero. Ne è venuto fuori una girandola di sapori che ho pensato di condividere con voi, perché ogni frappa ha il suo carattere, la sua indole, il suo modo di essere.

E secondo me, corrisponde un po’ al gusto di chi la sceglie.

E allora vediamo una carrellata di frappe, che di certo non esaurisce tutte quelle che mi hanno indicato ma che dà tante alternative per sperimentare gusti di frappe durante il Carnevale: mangiare e divertirsi, insomma. What else?

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In principio era lei, la frappa con lo zucchero al velo: il classico chic che non stanca. Elegante e minimal, è come il diamante: una frappa con lo zucchero a velo è per sempre.

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E, dato che parliamo di diamanti, ecco subito la frappa con zucchero a velo e cannella: lo chic con brio,  il glamour di Colazione da Tiffany, il ricercato che si distingue. Lei, sofisticata e un po’ snob, ma simpatica al punto giusto.

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Poi c’è la frappa con lo zucchero semolato: la tradizionalista solida, quella che non ha troppi grilli per la testa ma vuole la sicurezza, quella che non teme nulla, nemmeno di far cadere tutto lo zucchero al primo morso. Tranquilli però, non andrà sprecato. Di quello zucchero, non si butta via niente. Quindi, ricapitolando, la frappa tradizionalista, con la testa sulle spalle ma anche coraggiosa.

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Frappa con zucchero e alchermes: la frappa briosa e amante della vita, signore e signori! Quella che allieta la sua vita con un spruzzo di liquore (per me di Alchermes esiste solo quello di Santa Maria Novella, e infatti i fiorentini questa frappa qui, la mangiano, pur chiamandola in altro modo). Della stessa famiglia e con le stesse intenzioni di divertimento, c’è la frappa spruzzata di Strega (quella briosa ma terrona) e la frappa spruzzata di anice (che subito evoca il caffè Meletti e la belle epoque, massima espressione del godersi la vita).

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La frappa con zucchero a velo e miele: la frappa indecisa che non vuole scegliere. E perché dovrebbe farlo? Vuole tutto e lo vuole adesso. E così sia.

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La frappa col miele e zuccherini colorati: questa è la frappa che ha avuto una liaison con gli struffoli e non li ha più dimenticati. E’ la frappa libertina, non le date il vostro cuore perché vi travolgerà, lasciandovi poi a sospirare per lei per tutto l’anno a venire. Perché lei ha altri lidi e si concede ( a molti) solo a Carnevale. Per una frappa così, potreste litigare col vostro avversario.

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La frappa con lo sciroppo agli agrumi: frappa dallo spirito romantico e naturalistico, è quella che adora essere portata en plein air, magari in una passeggiata in campagna, vicino ad alberi di agrumi di cui è ghiotta. Infatti è ricoperta di uno sciroppo fatto con succo di agrumi (arancio, limone e mandarino) e zucchero. Non ama quelli complessi e artefatti,è uno spirito libero.

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La frappa con glassa al cioccolato: ed ecco che diamo una svolta alla nostra carrellata, entrando in una zona calda, molto calda. Questa è la frappa golosa, quella esagerata, quella che non rinuncia ai beni della vita. Questa frappa va direttamente nel girone infernale dei golosi e se ne vanta pure.  Nessuna limitazione, che la vita è una sola e va goduta. E questo, la frappa col cioccolato, lo sa.

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La frappa con miele di fichi: ovvero il lato oscuro della frappa. E qui sì, cari miei, che sfioriamo la parte più recondita e passionale. Questa frappa qui, guarda con sufficienza il girone infernale di cui sopra. Lei è la frappa che non deve chiedere. Mai. Colui che la preferisce, si chiede ancora perché il regista di “50 sfumature di..”non l’abbia inserita nei film. Un pivello, evidentemente.

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Attenzione: mi nominano ricordi di frappe mangiate assieme al sanguinaccio. Questo blog non è vietato ai minori (o almeno non ancora) e quindi mi sono limitata pensare a sporadici flash di mia nonna che lo preparava quando ero molto piccola.

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Personalmente oscillo fra le frappe con zucchero a velo e quelle al mieli di fichi.

E dopo questa carrellata, voi, che frappa siete?

 

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"