Le frappagnole…ops castagnole di Iginio Massari

Feb 26th

Solito pomeriggio, almeno in questo periodo, di preparazione scatole, scatoloni e scatolotte per il trasloco, quando d’improvviso faccio attenzione alle parole de La Pasionaria.

“A me mi piace non si dice. O “a me”  o “mi piace”. Capito?”

Con chi parlava, che in casa non c’era nessun altro tranne noi due? A parte questo particolare, il suo interessamento alla correttezza della lingua italiana era encomiabile.

“ Non si dice è aprito. Si dice è aperto.”

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Decisamente puntigliosa, per essere una che viveva di sfondoni letterari fino a due ore prima. Mi sono affacciata e la scena che mi si presentava era questa: La Pasionaria che, col ditino puntato, insegnava l’italiano al suo peluche a forma di coniglietto, poggiato ad un angolo del divano. Ecco chi era l’alunno sconosciuto.

“ No ho andato ma sono andato”. Cominciavo a sentirmi divisa fra l’orgoglio e il disagio. Ok, aveva imparato le mie correzioni (e pure il mio tono, credo di poter dire) ma insomma, sempre La Pasionaria di 5 anni era. E dove stava quella che inventava modi di dire sublimi come “ti cordi mamma” (aka ti ricordi mamma) o “ non metto in ordine la scrivasua perché quella è la scrivasua, non la scrivamia”?

Dov’era la bambinetta che mi prendeva per mano e diceva “andiamo al cimenam? Mi metto la maglietta fucsian?”

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Ora avevo una Maria Montessori formato mignon che spiegava al coniglietto l’esatta coniugazione del verbo essere.

Ho avuto un moto di tristezza e sconcerto, lo ammetto.

La Pasionaria si è accorta però della mia presenza ed è venuta verso di me con un sorriso. Eccola là, la parlatrice di un perfetto italiano.

“Mamma, se anche fossi più vecchia di quello che già sei, ti vorrei bene lo stesso”. Grazie, veramente. Perfetto nella forma, un po’ meno nel significato.

“Volevo chiederti: dato che è carnevale, mi fai un frappo?”

Un raggio di luce nella depressione del momento (se non fossi già così vecchia…): il frappo, questo sconosciuto!

E lei ha continuato “esiste il frappo, come la frappa però maschio?”

“humm, che io sappia la frappa è solo femmina”

“ e come fanno a fare i figli??”

Bella domanda, cui però non mi ha dato tempo di rispondere.

“ se proprio il frappo no c’è, potresti farmi una frappagnola?”

L’ordine era ristabilito: e=mc^2, la somma interna degli angoli di un triangolo è 180°, la scoperta dell’America avvenne il 12 ottobre del 1492 e La pasionaria dice robe che per rimanere seri è necessario essere campioni del gioco vediamo-chi-ride-per-primo.

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“Amore mio, la vedo una bella impresa. Proprio una frappagnola vuoi?”

“io sì. Ma se non sei capace, puoi fare altro”

E altro ho fatto, ovvero le castagnole di Iginio Massari. Buone, mi son piaciute tanto. Le mie hanno assorbito poco olio, erano molto morbide, molto leggere, molto tonde e molto poche, dato che son finite presto!

La Pasionaria ha detto che non erano come le frappagnole ma potevano andare. Direi che è tantissimo! Grazie Iginio!

Ah, per queste castagnole ho provato una nuova farina, uscita dritta dritta dalla Garofalo (sì, quella della pasta!). Ho usato una W 260…con un gran bel packaging diciamolo!!! Anche molto buono, to me!

Le castagnole di Iginio Massari

Prep Time: 20 minutes

Cook Time: 30 minutes

Total Time: 50 minutes

Le castagnole di Iginio Massari

Ingredienti

  • uova g 150
  • zucchero g 125
  • sale g 2
  • baccello di vaniglia ½ (io un cucchiaino di estratto fatto in casa)
  • buccia di un limone grattugiato (mia aggiunta)
  • farina di mandorle g 150
  • uvetta g 100 (non l’ho messa)
  • latte g 100
  • burro morbido g 100 (io l’ho fuso e fatto freddare)
  • baking g 10
  • farina 00 (io ho usato la Garofalo W 260) g 450

Procedimento

  1. In una bacinella di una planetaria montare per circa 10 minuti a media velocità le uova, lo zucchero, il sale, e la vaniglia.
  2. Incorporare la farina di mandorle, il latte, il burro, il baking e la farina setacciata.
  3. Mescolare bene con un cucchiaio di legno fino ad avere un impasto uniforme, coprire col cellophane e mettere in frigo per un’ora.
  4. Tolta la pasta dal frigorifero, formare dei bastoncini arrotolandola sul tavolo con un po’ di spolvero di farina fino ad ottenere dei cilindretti di diamtero di 2 cm.
  5. Tagliare formando degli gnocchetti lunghi 3 cm, arrotolare leggermente e friggere in abbondante olio di arachidi a 170°.
  6. Quando saranno di un bel colore dorato, scolarle e passarle nello zucchero semolato (io sono del partito castagnola con lo zucchero semolato. Poi c’è anche quello castagnola con lo zucchero a velo)

Notes

al tempo totale va aggiunto il tempo di riposo in frigo.

http://www.cookingplanner.it/2014/02/26/le-castagnole-di-iginio-massari/

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"