Le conchiglie alle mandorle di Massari: ecco che ti regalo per Natale 2

Dic 18th

Vengo appena adesso da una giornata di recite natalizie: La Pasionaria, con la recita dell’ultimo anno d’asilo, di mattina e Albertino, con la performance della terza elementare, il pomeriggio.

Ogni volta è un gran divertimento perché, nonostante la grande emozione di adulti e bambini, ci sono delle scene talmente divertenti che è impossibile che passino inosservate.

La Pasionaria ha effettuato il suo pas d’adieu con grande classe. Aveva la parte della mamma della famiglia Rossi, intenta nei preparativi del Natale. Il suo “svegliati Simone, svegliati”, recitato con intensità pari a quella della Duse, resterà negli annali delle arti coreutiche del teatro della Parrocchia. Ha rischiato di essere oscurata da un paio di formidabili orecchie a sventola, appartenenti ad un treenne (peraltro bellissimo) che non aveva certo bisogno di parlare per essere notato. Ma la sua capacità di indicare a tutti i bambini che aveva a portata di mano il posto esatto dove fermarsi ha sancito l’indiscussa leadership sui più piccoli.

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Albertino, che dire di Albertino. Con una parrucca nera e riccia degna dei migliori filmi dance degli anni ’80, tutto vestito di nero, truccato di marrone, ha rappresentato l’Africa insieme a tutti i compagni di terza (il loro saggio era sul Natale nel mondo, ndr). Con deambulatore al seguito, che usa sempre meglio e contiamo, nel giro di qualche anno, di abbondonare ha eseguito la danza Waka waka, ovvero la canzone che più ha esaurito la pazienza dei genitori tutti da quando quella sciagurata di Shakira l’ha cantata ai mondiali. Quel ballo di gruppo ha imperversato per due anni ed ero quasi convinta di essermene liberata, quando ecco che le maestre lo hanno scelto come manifesto del saggio natalizio. Ammetto che erano deliziosi, questi piccoli africani in erba, quindi chiuderò occhi (ed orecchie) sperando nella canzone dell’anno prossimo.

In piena atmosfera natalizia quindi, dopo avervi mostrato i primi biscottini fatti per parenti e amici, mi sembra opportuno presentarvi i secondi. Opera del solito Massari, presi dal suo Non solo zucchero volume I, hanno un sapore e una friabilità che, da qualche giorno, mi fanno ripetere incessantemente “Massari Santo Subito”.

Una nota di Massari “questa ricetta è ricca di burro e ha liquidi bilanciati; lo sviluppo delle conchiglie è regolare grazie al vapore prodotto e, una volta cotte, risultano friabili per la quantità di mandorle presenti, che interrompono la maglia glutinica della farina”

Le conchiglie alle mandorle di Massari

Prep Time: 20 minutes

Cook Time: 15 minutes

Total Time: 35 minutes

Le conchiglie alle mandorle di Massari

Ingredienti

    (io ho fatto metà dose e ne sono venuti in quantità industriale!)
  • Mandorle bianche g 500
  • Albume g 100
  • Burro g 800
  • Zucchero g 500
  • Baccelli di vaniglia tahiti 2 (io ho usato l’estratto di vaniglia)
  • Sale g 2
  • Albumi g 180
  • Farina 00 g 1000

Procedimento

  1. Macinare finemente le mandorle con i 100 g di albume (io avevo la farina di mandorle già pronta, quindi ho semplicemente mescolato bene con gli albumi).
  2. Montare in planetaria con la foglia il burro morbido, lo zucchero, le mandorle, il sale e la vaniglia.
  3. Aggiungere poco a poco metà della farina alternandola con la seconda parte di albumi. La farina rimasta si aggiunge con la spatola.
  4. Modellare, su di una teglia rivestita di carta forno, dei pasticcini a forma di conchiglia (o di S o di P..o come preferite) servendosi della sac a poche con bocchetta.
  5. (io ho lasciato i biscotti in frigo per qualche ora, per far mantenere loro la forma).
  6. Cuocere per 15 minuti a 170° lasciando una paletta di legno fra lo sportello e il forno.
  7. Una volta freddi, se vi piace, potrete immergerli in un po' di cioccolato fondente temperato (...mi piaceva, si è capito?)
http://www.cookingplanner.it/2013/12/18/le-conchiglie-alle-mandorle-di-massari/

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Le vostre prove:

le conchiglie di Stefania

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"