La vellutata della protesta!

Feb 20th

Uffa mamma!”. Ecco qui. Lo sapevo, in qualche modo doveva essere colpa mia.

Mimì ed io stavamo tornando a casa, dopo la solita intensa giornata di lavoro per me e scuola per lui. Eravamo in macchina ad ascoltare la radio ed ero sovrappensiero…quando il suo “atto di accusa” mi riportò al presente. Non avevo idea di cosa fosse successe ad Albertino ma, dal suo tono, era sicuramente colpa mia. “Io volevo un fratellino maschio, tu invece mi hai fatto un fratellino femmina!”. Sì, indubbiamente ero chiamata in causa e dovevo avere anche una grande responsabilità dato che ci aveva pensato per ben 2 anni e mezzo di vita di Cocò  per giungere a questa conclusione. “Amore, e mica potevo scegliere. E’ capitata una femmina..e poi scusa, tu mi hai chiesto tante volte un fratellino” “Sì ma un maschio, non una femmina“. In effetti dal suo punto di vista, filava tutto. “Va bene ma ora che facciamo? “. “La buttiamo e me ne fai un altro” “Come la buttiamo, ma che dici? E poi, se viene un’altra femmina?” “Buttiamo pure quella”La faccenda era grave! “Scusa ma che ti ha fatto di male?”Doveva darmi delle motivazioni valide.”Mi disturba mentre guardo la televisione, mentre gioco a videogiochi, vuole i miei giocattoli…..Io voglio due figli maschi. Le femmine mi danno il nervoso. Lei mi fa andare in bestia”. Albertino era lì, che si lamentava della ingombrante presenza della sorellina nella sua vita e io giunsi a una conclusione tremenda: seduto accanto a me, non c’era più il mio bambino. Albertino era di diritto passato dalla parte dei MASCHI. Come era potuto accadere? Quando era successo? Intendiamoci, non che la Pasionaria sia uno stinco di Santo: è molto dispettosa ed effettivamente litiga spesso col fratellino…ma questo capita a tutti i fratelli! E poi lei adora Mimì sotto tutti i punti di vista e, bisogna rendergliene atto, si è sempre dimostrata una vera femmina fin da piccola: nessuna sorpresa! Albertino invece mi stava tirando un colpo basso! Fino a 10 minuti prima lo consideravo il mio piccolo, dolce e birbante cucciolo..mentre ora stava lì a parlar male dell’universo femminile! Avrei forse dovuto accorgermi delle avvisaglie? Che so, dare più peso a schermaglie del tipo “giochiamo che io sono in piscina e ti affogo”?


Volete la prova inconfutabile che Albertino sia ora uno dei maschi della famiglia? Ebbene, provate a dargli una zuppa, minestra vellutata etc e guardate la sua faccia. A casa mia, una vellutata viene sempre guardata da mio marito come se fosse l’ultimo piatto sulla faccia della terra…per mio fratello invece nemmeno quello! Mio padre le ama molto ma credo sia merito della saggezza raggiunta (il che non mi consola affatto). Io per protesta e solidarietà femminile con Cocò, ho deciso di cucinare una vellutata e di presentarla pure in modo vezzoso: la vellutata di zucca, porro e arancio in una tazzina di porcellana bianchissima della Frantz collection! Ebbene, Albertino la vede, io provo a fargliela assaggiare e lui mi dice “No mamma, grazie” e fa una faccia un pò schifata, mentre si butta con entusiasmo su un piatto di penne, guanciale e pecorino, già ampiamente attaccato dal padre…tradimento! Venga fuori il colpevole, colui che è responsabile dell’entrata di Albertino nel partito del “so maschio e me ne vanto”

Siccome però questa vellutata, femminile o meno, è buona davvero, vi lascio la ricetta (presa da un vecchio numero di Sale&Pepe), sperando che sia apprezzata anche dalla parte maschile dell’universo!

RICETTA:VELLUTATA DI ZUCCA E PORRI ALL’ARANCIA CON LE NOCI Print This Post English version

Ingredienti

  • 400 gr di polpa di zucca già pulita
  • un’arancia
  • 4 foglie di salvia
  • 20 gr di farina
  • 8 dl di latte
  • un porro
  • 4 gherigli di noce
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • sale

Procedimento

Private il porro delle foglie verdi più dure, lavatelo e asciugatelo; prelevate un tronchetto di 10 cm circa della parte bianca e tagliatelo a julienne, il resto del porro invece, riducetelo a fettine. Controllate che la zucca sia priva di filamenti e semi, quindi tagliatela a tocchetti; lavate e asciugate l’arancia e prelevate la metà della scorza, tralasciando la parte bianca amarognola. Scaldate l’olio evo in una casseruola, unite il porro a fettine, la salvia spezzata, la scorza d’arancia e la zucca e lasciate rosolare il tutto per 2-3 minuti, mescolando spesso. Spolverizzate con la farina, unite a filo il latte, mescolando continuamente per evitare la formazione di grumi, quindi salate e cuocete la zuppa coperta, a fiamma bassa, per circa 30 minuti. Friggete la julienne di porro per mezzo minuto, scolatela e asciugatela su carta assorbente. Eliminate la scorza d’arancio dalla zuppa, frullate quest’ultima nel mixer fino a ottenere una crema omogenea, regolata di sale e suddividete la vellutata in 4 piccole zucche ornamentali (se le avete!) o in piatti(o tazzine!). Completate con gherigli di noci spezzettati e con ciuffetti di porro fritto. Portate subito in tavola. Se vi piace (io l’ho fatto) potete cospargere la vellutata con un pizzico di scorzetta di arancia grattugiata e accompagnarla con crostini.

Questa ricetta partecipa all’appuntamento mensile di Ornella e alla raccolta di Cinzia:

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"