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    • CDB: I bonbon di baba’ di Rossana Iodice

      Ott 29th

      Ed eccoci alla prima giornata della settimana dedicata, da noi Compagni di blogger, al re dei dolci napoletani, ovvero il babà. La settimana sarà ricca di sorprese e proposte sorprendenti e divertenti ma non mancheranno ricette tradizionali, racconti delle origini del dolce e delle tradizioni. Io sono molto felice ed orgogliosa di poter ospitare, come vi avevo detto nel precedente post (link al post), una nuova compagna di avventure: Rossana Iodice. Sono certa che la sua esperienza, preparazione e generosità nelle spiegazioni saranno di aiuto a tutti noi, così come lo sono sempre sul forum di gennarino. In bocca al lupo Rossana…e che il divertimento inizi!!!”

      Salve, sono Rossana e prima di tutto vorrei ringraziare tutte le amiche di Compagni di Blogger che mi hanno permesso di partecipare a questo progetto, pur non avendo un mio blog, ma soprattutto la mia amica Caris, che mi ha gentilmente ceduto lo spazio qui, nel suo blog. A cominciare da oggi, Compagni di blogger presentera’ un’assortimento di ricette per onorare  sua Maesta’ il baba’ ed io mi permetto di aggiungere una breve nota biografica sul re indiscusso della pasticceria partenopea.

      Le origini del babà – sebbene circondate da leggende e racconti più o meno attendibili – sono indubbiamente legate ad un sovrano vero e proprio, Stanislao Leszczyński, re di Polonia per ben due volte (dal 1704 al 1709 e successivamente dal 1733 al 1736) e ad un pasticciere alsaziano di nome Nicholas Stohrer.

      Per buona parte del suo primo esilio, Stanislao stabilì la sua residenza in un comodo chateau nella cittadina alsaziana di Wiessenbourg, assieme a sua figlia Maria ed una mezza dozzina di servitori. E fu proprio nelle cucine di quello chateau che un giovane del luogo, tale Nicholas Stohrer, cominciò a lavorare come apprendista pasticciere.*

      Di re Stanislao si dice che oltre ad essere un buongustaio, fosse anche un cuoco dilettante. Ed è forse questo che ha dato vita all’ipotesi che fosse stato lo stesso sovrano ad inventare il dolce che oggi conosciamo come “babà”.  Tra i sostenitori di questa teoria, il famoso giornalista culinario Grimod de la Reyniere.  A dissentire, invece, sono proprio i proprietari della pasticceria Stohrer di Parigi, la più antica della capitale francese, fondata dallo stesso Nicolas Stohrer nel 1730.

      http://www.stohrer.fr

      Secondo il loro racconto, fu Nicholas, allora apprendista, a bagnare con vino Malaga una specie di brioche secca polacca, che il re aveva portato indietro da un viaggio in Polonia. Successivamente, Stohrer l’avrebbe anche profumata con lo zafferano e arricchita d’uva di Corinto. Pare che il re, in quel periodo, fosse intento alla lettura delle “Mille e una Notte”, che erano da poco state tradotte in francese da Antoine Galland e che abbia quindi deciso di battezzare questa nuova creazione culinaria dagli aromi reminiscenti l’Oriente, con il nome di Ali Babà, in onore del famoso personaggio di quella raccolta letteraria. 

      Leggende e racconti a parte, “baba” (o babka) non è altro che il nome polacco di un dolce lievitato comune a molti paesi europei: gugelhopf or kugelhopf in Austria, Svizzera e Germania meridionale; bundtkuchen nel resto della Germania e koughlof in Alsazia. Un dolce d’origini antiche, la cui presentazione è resa maestosa dagli stampi alti con le pareti spesso decorate in cui si suole cuocerlo. Preparare dolci lievitati per celebrare gli eventi importanti della vita – e soprattutto per celebrare la Pasqua – appartiene alla tradizione europea. Considerando la diffusione di questo dolce, si può facilmente presumere che il vero merito di re Stanislao sia stato quello di rendere famosa in Francia, con il nome polacco, la versione elaborata nelle cucine della sua residenza.

      Al pasticciere del re, invece, va riconosciuto il merito di aver introdotto il “Babà” dapprima alla corte di Francia – quando nel 1725 si trasferì a Versailles al seguito di Maria Leszczyńska, diventata moglie di Luigi XV – e successivamente ai benestanti frequentatori della pasticceria che aprì nel 1830 in Rue Montorgueil, a Parigi. Il babà rimane tutt’ora il vanto di questa pasticceria.

      Il gusto principale del babà di quei tempi era caratterizzato dalla presenza nell’impasto dello zafferano e dell’uva di Corinto, nonché dalla bagna di vino liquoroso (Malaga o Madeira, come risulta da alcune pubblicazioni). Non si sa con assoluta certezza quando il rum abbia preso il posto dei vini liquorosi.

      A Napoli il babà arriverà parecchi anni più tardi, grazie a Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando IV di Borbone, la quale chiamò al suo servizio cuochi francesi facendo sì che la cucina francese divenisse simbolo di eleganza e sinonimo di ricchezza, e quindi promuovendo l’ingresso della figura dei Monzù ( interpretazione dialettale di Monsieur) – ovvero i cuochi francesi d’origine o quelli che avevano imparato da questi ultimi – presso tutte le case nobiliari del regno.

      Questo dolce, una volta prerogativa esclusiva di reali e nobili, oggi è patrimonio della pasticceria tradizionale napoletana.

      *Sweet Invention: A History of Dessert, by Michael Krondl

      Passando al dunque, eccovi la mia ricetta: minuscoli baba’ al rum incastonati come perle in una morbida e ricca ganache di cioccolato.  Per l’abbinamento col vino, Luciano Pignataro dice: “A questo dolce così robusto, in fondo dominato dal cioccolato, proviamo il Moscato di Trani 2008 di Franco Di Filippo, un vino dolce di grande spessore, fresco, complesso, per dare una spinta nel palato a questo dolce.”

      Mi raccomando, dopo aver letto la mia ricetta non perdetevi il Baba’ tradizionale ed i preziosi consigli di Teresa

       

      CDB: I bonbon di baba’ di Rossana Iodice

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      Ingredients Method

      Ingredienti
        

      Per I mini baba’ * (dosi per 24 bonbons, preparati con stampi per cioccolato con cavita' semisferische di 4cm di diametro)
      • 125 gr di farina forte
      • 4 uova intere
      • 10 gr di zucchero
      • 30 gr di burro morbido
      • 2.4 gr di lievito disidratato 6 gr di lievito fresco
      • 2.5 gr di sale
      Per la bagna al rum
      • 200 gr di acqua
      • 100 gr di zucchero
      • buccia di un’arancia ed un limone
      • 1 cucchiaino di vaniglia
      • Rum scuro a piacere
      Per l’involucro di cioccolato temperato
      • 250 gr di cioccolato fondente 70%
      • 2.5 gr di Mycryo burro di cacao micronizzato
      • 1 Per il ripieno di ganache di cioccolato
      • 150 gr di cioccolato fondente 62%
      • 150 gr di panna fresca
      • 1 pizzico di sale

      Method
       

      Per I mini baba’
      1. Porre la farina, lo zucchero, il lievito, il burro e le prime tre uova nella ciotola di una impastatrice. Avviare al macchina ed impastare fino a quando l’impasto apparira’ incordato.
      2. Aggiungere il sale e le altre due uova, una per volta, lavorando l’impasto a velocita’ bassa fino al completo assorbimento elle uova.
      3. Aumentare la velocita’ a media e continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto liscio, lucido e ben incordato.
      4. Foderare una teglia bassa con carta da forno e portare la temperature del forno a 180°C.
      5. Riempire una tasca da pasticciere munita di beccuccio liscio largo circa 1cm con l’impasto preparato.
      6. Estrudere l’impasto su una superficie leggermente unta, tagliandolo man mano in pezzi lunghi circa 1 cm
      7. Arrotondare ogni piccolo porzione d’impasto, piegandone I lembi verso il basso, creando cosi’ una pallina
      8. Adagiare le palline di impasto sulla teglia preparata, coprire con un telo e lasciar lievitare fino al raddoppiamento del volume.
      9. Porre in forno e cuocere fino a che si formi una bella crosta intensamente dorata.
      10. Nel frattempo preparare la bagna.
      Per la bagna al rum
      1. Unire in una casseruola l’acqua, lo zucchero e le buccie degli agrumi, portare ad ebollizione e lasciar bollire per un paio di minuti. Rimuovere dal fuoco. Lasciare le buccie d’agrumi in infusion per una decina di minuti prima di eliminarle ed aggiungere il rum scuro.
      2. Non appena I baba’ saranno cotti, immergerli nella bagna ancora calda a cui s, premento con un cucchiaio in modo che rimangano rimangano sommersi per alcuni minuti
      3. Prelevarli con una schiumarola, lasciando cadere lo sciroppo in eccesso, poi appoggiare I minibaba’ a testa in giu’ su un piatto, coprirli e porli in freezer fino al momento della composizione dei bonbon
      Per l’involucro di cioccolato fondente temperato con MYCRYO
      1. (Se non si dispone del burro di cacao MYCRYO, si possono seguire queste istruzioni per il temperaggio
      2. Tagliare il cioccolato in scaglie, scioglierlo a bagnomaria, mescolando frequentemente, e portarlo a 40°C-45°C
      3. Rimuovere dal fuoco e lascira raffreddare fino a che il cioccolato avra’ raggiunto I 34°C circa
      4. Aggiungere il MYCRO e mescolare bene.
      5. Preparare gli stampi a mezzasfera, assicurandosi che siano ben puliti e ripassandoli con un panno morbido
      6. Preparare anche un contenitore o una teglia in cui riversare il cioccolato in eccceso
      7. Versare il cioccolato temperato negli stampini, riempiendoli fino all’orlo. Aspettare pochi secondi e poi rovesciare sul contenitore preparato, lasciando cadere il cioccolato in eccesso. Pulire I bordi con una spatula
      8. Lasciare che il cioccolato si cristallizzi
      9. Nel frattempo preparare la ganache del ripieno
      Per la ganache di cioccolato fondente 62%
      1. Ridurre il cioccolato in scaglie
      2. Portare ad ebollizione la panna con il pizzico di sale e rimuovere dal fuoco
      3. Versarvi dentro il cioccolato e mescolare continuamente con una spatola di silicone, la ganache dovra’ risultare lucida e priva di grumi.
      4. Lasciare che si raffreddi a temperature ambiente
      Composizione dei bonbons
      1. Rimuovere gli involucri di cioccolato dagli stampini e rifinirne I bordi
      2. Versare la ganache di cioccolato in una tasca da pasticciere, munita di beccuccio liscio di circa 1 cm di diametro.
      3. Riempire fino all’orlo le semisfere di cioccolato e adagiare in ognuna un piccolo baba’, premendo in modo da farlo penetrare per quasi meta’ nella ganache.
      4. Si possono consumare subito, ma e’ preferibile un riposo di alcune ore (anche un giorno) in luogo fresco, per permettere ai sapori di amalgamarsi

      *Per la ricetta del baba’, ho scelto di utilizzare quella pubblicata da Rimmel sul forum di gennarino

       

    • A tutta Forza…dell’ordine

      Ott 24th

      Capita, spesso anche per colpa di noi adulti, che i bambini guardino con molto timore qualsiasi appartenente alla polizia, carabinieri & co. !Alzi la mano che, in preda a capricci esasperanti per strada, non abbia mai detto, nel tentativo di calmare le intemperanze di quelli che a buon diritto, in quel caso, sono i figli del coniuge, “se non fai il bravo chiamo il poliziotto, eccolo lì, guarda!”.

    • Black and white

      Gen 24th

      A volte capita che il periodo non sia dei migliori. Vuoi per una lettera giunta da lontano, un risultato che non doveva arrivare, un carico che la pazienza stenta a portare avanti..insomma, capita a tutti di dire un bel “non ce la faccio più”.  Non è questione di non pensare e mettersi in cucina a sfornare una coccola culinaria…certe volte non basta e non serve. Però fortunatamente esiste qualcosa o qualcuno che un sorriso te lo strappa sempre.

    • Se il lupo ha paura di Capuccetto Rosso, Biancaneve è terrorizzata dai Nani

      Ago 14th

      Albertino ha un rapporto particolare con le favole: le impara, memorizzando gli eventi, i dialoghi, i personaggi e poi le rielabora a modo suo…molto suo. Ve lo ricordate il suo racconto, in pieno pranzo pasquale, di Cappuccetto Rosso? Ecco, un bell’esempio direi. Stavolta è stato il turno di Biancaneve. In realtà, ad un’occhio esterno si rivelava una scena classica e tranquilla: Albertino-mimì e la Pasionaria-cocò giocavano con le bambole di Biancaneve e di Cucciolo (regalo ricevuto da Cocò per il suo compleanno). Il regista era Albertino-mimì che teneva Cucciolo ma curava i dialoghi sia di Biancaneve che del nanetto: alla sorella aveva lasciato il compito di fare i rumori vari e lei svolgeva il compito con entusiasmo. Io ero seduta nelle vicinanze e leggevo la posta, avendo il solito orecchio puntato verso la lora zona, per intervenire in caso di emergenza (strilli, capricci, graffi e botte varie… normale amministrazione fraterna insomma). Così sentivo distrattamente i loro discorsi, che vi riporto fedelmente:

      Albertino-Cucciolo: “tu, Biancaneve, piccola intrigante..hai provato a rubarmi ma non ce l’hai fatta”

      paionsria-Cocò “pssssss (ha fatto un rumore a caso)”

      Albertino-Biancaneve” Tu nano non ce la farai a distruggermi”

      Albertino-Cucciolo “ecco la mia ascia -Pasionaria, dammi l’ascia- e io ti sconfiggerò con un calcio rotante e una botta in testa”

      Paionaria” Bum bum nooooooo (simulava l’ascia…per lei faceva quel suono)

      Albertino-Narratore” E biancaneve prese la botta in testa e urlò e poi..fiuuuuuu…..Cadde, conme corpo morto cade” (Inferno, Canto V)

      Mia madre. Solo lei poteva essere la colpevole. Albertino, quasi 6 anni, che citava Dante per indicare lo svenimento di Biancaneve. Dovevo aspettarmelo. D’altronde, se io a 9 andavo in giro recitando le terzine iniziali della scritta della porta dell’Inferno (per me si va nella cottà dolente, etc. etc.), mio figlio poteva pur citare il semplice svenimento. Lo so, la nostra è un’infanzia difficile….ormai chi ne verrà più fuori????

      E meno male che non mi ha chiesto nulla di dantesco per la sua torta di compleanno! Anzi, ha voluto un comunissimo “Leone Cane Fifone” sulla sua torta, con la minaccia di non compiere gli anni se non ci fosse stato il simpatico cane rosa come personaggio tortesco!!! Potevo forse non fargli compiere gli anni??? Direi di no..così, dato che non era affatto interessato all’interno della torta, ho fatto un dolce di Salvatore De Riso (complice una bella quantità di fichi bianchi del Cilento regalati a mio nonno da un caro amico!) e il personaggio del suo cuore in pasta di zucchero (che poi, secondo la migliore tradizione..si è mangiata la Pasionaria!!!!)

      RICETTA: DOLCE PASSIONE

      Ingredienti

      Per la pasta frolla alla nocciola:

      • 75 gr di zucchero
      • 50 gr di zucchero
      • 20 gr di tuorlo d’uovo (n.1)
      • 50 gr di uova intere (n.1)
      • 50 gr di nocciole in Polvere (lui usa quelle di Giffoni)
      • 75 gr di farina 00
      • 1 gr di sale

      Per il ripieno di fichi bianchi del Cilento e cioccolato

      • 255 gr di fichi bianchi puliti
      • 100 gr di latte fresco intero
      • 35 gr di di cioccolato fondente al 70%
      • 15 gr di amido di riso (io ho usato amido di mais)

      Per la crema di ricotta di bufala

      • 350 gr di ricotta di bufala (io ho usato un’ottima ricotta vaccina)
      • 150 gr di zucchero
      • 30 gr di gherigli di noci

      Per la confettura di fichi bianchi del Cilento

      • 500 gr di fichi bianchi puliti
      • 200 gr di zucchero
      • 20 gr di grappa
      • mezzo limone della costa d’Amalfi

      Procedimento

      Per la pasta frolla, inserite tutti gli ingredienti in un robot da cucina ed emulsionate per circa un minuto. Quando la pasta risulterà compatta toglietela dal robot e conservatela in frigorifero per circa 30 minuti. Poi stendetela spessa circa 5 mm su una teglia da forno. Ricavate un cerchio di circa 20 cn di diametro e cuocete in forno a 180° C per 20 minuti. Lasciate raffreddare a temepratura ambiente. Per il ripieno di fichi bianchi, frullate i fichi con il atte e l’amido fino ad ottenere una miscela omogenea. Versatela in una pentola e cuocete a fuoco dolce fino a 90° C. togliete la crema dal fuoco e aggiungete il cioccolato fondente. Mescolate fino a completo scioglimento del cioccolato e versate in uno stampo di 20 cm. Trasferite in freezer fino a completa congelazione. Per la crema di ricotta: con una frusta elettrica, mantecate la ricotta con lo zucchero a velo per circa 4 minuti. Aggiungete i gherigli di noce a pezzettini. Per la confettura, frullate i fchi con lo zucchero e grappa. Fate cuocere in una casseruola fino a 104°. Aggiungete il succo di mezzo limone. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Componete la tortaq: su un piatto da portata sistemate un anello di acciaio di 22 cm di diamtero e lato 4 cm e all’interno mettete il disco di pasta frolla alle nocciole. Sopra stendete uno strato di circa 5 mm di crema di ricotta. Al centro adagiate il disco congelato di crema di fichi e cioccolato. Ricoprite con la rimanente crema di ricotta e lisciate la superficie con uan spatola di acciaio. Trasferite la torta in freezer per 3 ore. Poi con una spatola di acciaio glassate la superficie con la confettura di fichi. Togliere il cerchio di acciaio e decorare la torta con delle gocce di cioccolato fondente e noci.

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