Il Donna Rosa Tiramisù per l’mtc!

Nov 17th

I pomeriggi delle vacanze estive. Ma anche i pomeriggi del sabato delle vacanze di Natale. Me li ricordo ancora, pietra miliare della mia giovinezza. Non so voi ma io li passavo, causa suggerimento insistente di mia madre, guardando le commedie sentimentali italiane degli anni ’50 e ’60 e ‘70 e alla fine ne sono stata totalmente presa. Tutti, me li guardavo: Gianni Morandi e Laura Efrikian (lui che canta “fatti mandare dalla mamma” e io che sogno qualcuno che davanti a scuola, dalle suore, faccia altrettanto con me);  Caterina Caselli e Laura Efrikian, che vinceva la palma di sfigatissima dell’epoca, su ogni film e a ogni latitudine (e “Perdonoperdonoperdono” che sognavo di cantare in qualche remota manifestazione a qualche sconosciuto ragazzino); Rita Pavone e la sua zanzara (e io che invidiavo il collegio femminile pur andando dalla suore, e quindi non si capisce il perché della mia invidia).

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Insomma, potrei snocciolarveli come le tabelline. Gioco forza che, quando la Susy May ha tirato fuori la gara dell’mtc a base di Tiramisù e personaggio del cinema sexy, istantaneamente la mia testa è andata su uno di questi film e soprattutto su una delle coprotagonisti. Parlo Della Bice Valori, signori e signori, e soprattutto del film Il suo nome è donna rosa (qui un estratto del film). Perché possiamo anche dire che Albano e Romina fossero i protagonisti, la coppia d’oro e quel che volete, ma io ho sempre stravisto per il triangolo Bice Valori, Nino Taranto e Pippo Baudo. Ma lei, che donna! Il divertimento puro. Doveste avere un quarto d’ora di tempo, guardate come parla, come ammicca, come gioca, come diverte. Ogni volta rido e ogni volta plaudo alla sua capacità di attrice: Donna Rosa, o la Contessa prego, era capace di tenere sotto scacco tutti gli uomini che le capitavano a tiro.  E vogliamo parlare delle sue vesti da camera? Rouches , scollature e svolazzamenti vari: la Chantelle dell’epoca insommaJ !  E si affaccia alla finestra, scosta la tenda, guarda giù, il tempo di farsi desiderare dall’innamorato di turno…suvvia, la classe non è acqua.

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Con una verve così, come si fa a non creare una fila di uomini adoranti sotto la finestra? Che poi, contessa ma anche figlia del popolo, crosta croccante, fondo dolce e popolano, ma pepato, Donna Rosa si mangia la Rosetta-Power in un sol boccone.

Boccone che volevo riproporre per questo tiramisù: crosta croccante? Cosa ci può essere di meglio di una meringa al lampone? Interno morbido? Ma una crema al tiramisù al lampone è quel che ci vuole! Base popolare? Savoiardi oppure, considerato il futuro nobile di Donna Rosa , I biscotti di Reims (savoiardi di nobili natali e anche rosa per l’occasione), con bagna alla rosa (neanche a dirlo) e pepe rosa (perché che sia un tipo pepato, non si può negare).

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E via! Il tiramisù di Donna Rosa è pronto! 

Per quanto riguarda la mia crema, vi confesso subito una cosa: io non amo le creme del tiramisù troppo liquide. Non mi piacciono al gusto e neanche alla vista. Sarà un mio limite ma non riesco a vederci molta poesia in una crema al tiramisù che cola sui savoiardi! Ergo la mia è fatta seguendo Massari, con Panna, Patè a bombe e meringa svizzera, oltre al mascarpone ( è la dieta che lo impone, voi capite).

Ah, un’ultima cosa: sfido chiunque, dopo aver guardato quel video, a non avere la canzone in testa per giorni. La canto da una settimana.

Passiamo al tecnico ora.

Una nota per la meringa al lampone, che ho preso da Pinella, su ricetta di Nicolas Bacheyre: perché si usa l’albumina in polvere’? Perché la meringa è fatta da albume e zucchero, ergo acqua, proteine e zucchero. Se voglio fare una meringa al lampone, che contiene molta acqua, non posso aggiungere l’albume intero perché ci sarebbe uno sbilanciamento sui liquidi. Usiamo quindi l’albumina in polvere che apporta solo proteine, mentre alla purea di lampone lasciamo apportare i liquidi necessari!

Altra nota: ho usato i biscotti di Reims che sono i parenti chic del savoiardo, quelli con sangue blu e tonalità rosa:) La ricetta è identica a quella di un buon savoiardo con l’aggiunta del colorante (Felder li fa e presto li proverò). In alternativa va benissimo il savoiardo sardo.

Ultima nota: del Donna Rosa tiramisù ho fatto due versioni, il cestino di meringa e quello prete a mangè, in un barattolino. Da passeggio, insomma :)

Con questa ricetta partecipo all’mtc n. 61:

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"