La pizza al piatto di Antonietta

Giu 11th

Inutile dire che, se non ci fosse l’MTC, ultimamente potrei ignorare blog e cucina di casa.

Fine dell’anno scolastico e finisco, come ogni anno, nel vortice dei saggi, feste, manifestazioni, cene di classe, etc etc. la dura vita della mamma… Altolà: non mi lamento: vedere quei due banditi dei miei figli fare ogni anno di più e meglio mi riempie di gioia. Fatto sta che io arranco, perché oltre a scuola, c’è batteria dell’uno e danza dell’altra. E tutte le mamme accompagnatrici dei figli nelle loro attività extrascolastiche, sanno di cosa parlo. QUindi praticamente Giugno lo dedico a loro.

Però. C’è la pizza di Antonietta.

Però. C’è l’ultima gara dell’mtc prima della pausa estiva.

Però. C’è la possibilità di iniziare a fare una cosa che per me è lontanissima.

E allora il tempo lo trovo.

Perché è una vita che volevo fare la pizza al piatto ma non ho avuto mai il coraggio. C’è sempre questa sorta di timore reverenziale, per me amplificata dal fatto di conoscere tante pizze Campane così eccellenti.

Ma se Antonietta chiama, io rispondo. So bene che è solo il primo tentativo e che le cose da migliorare sono una infinità. Ma si deve pur cominciare da qualche parte, no?

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dopo la prima lavorazione

Allora, fra le ricette proposte da Antonietta io ho scelto la prima, la pizza al piatto tipo napoletana con metodo diretto.

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dopo la prima lievitazione

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panetti dopo lo staglio

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panetti dopo la lievitazione

Come farciture, ho deciso di esporre la merce più bella che avevo, neanche fossi al mercato della domenica: pomodori presi rigorosamente in Campania (e di tre tipi diversi) per una margherita ai tre pomodori, come primo tipo, e zucca mantovana che mi ero conservata gelosamente, per il secondo tipo di pizza.

Parliamo della prima: intanto, la margherita resta per me il massimo dell’espressione della pizza, insieme alla marinara. Non ce n’è per null’altro. Io poi avevo, nell’ordine: i corbarino, i datterni gialli, e i pizzutello di Battipaglia. Ho pensato che tutti e tre insieme, insieme alla mozzarella, potessero farmi passare una buona serata in giardino.

E così la prima pizza è andata.

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margherita a tre pomodori

Per la seconda, ogni anno mi faccio arrivare la zucca mantovana, con tanto di ceralacca, la cuocio, ottengo una crema e la congelo per tempi migliori. Il tempo migliore è arrivato oggi, e si è presentato con provola affumicata e pancetta arrotolata, tutto sulla pizza di Antonietta. La serata ha preso decisamente una piega interessante.

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zucca mantovana, pancetta arrotolata e provola affumicata

Ah, un’ultima cosa, prima delle ricette: a Roma, da qualche anno a questa parte, gira, fra le pizzerie, una cosa che potrebbe far rizzare i capelli a tutti i pizzaioli campani. Una pizza dolce, con una certa crema alla nocciola e tanto zucchero a velo. Quando la vedo, solitamente penso “il male”.

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Ma avevo un panetto avanzato.

Avevo anche una crema Gianduia con il 43% di nocciole.

Potevo non provare ad unirle? Ovviamente, il tutto, è fuori concorso. E’ solo per far sapere ad Antonietta che la serata ha avuto un epilogo inaspettato.

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P.S.: come dico sempre, ho il forno che non va. SI spegne, cuoce male, troppo o troppo poco. Ho cercato di allineare la cottura di Antonietta al mio forno, con scarsi risultati…insomma ci ho provato!

E con queste due pizze, partecipo all’mtc di questo mese!

PicMonkey Collage

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"