Biscotto a righe con ganache spumosa per l’mtc

Apr 12th

Storia di un momento (quasi) idilliaco.

La classica scena che fa tanto casa felice: una mamma (io) che impasta biscotti davanti alla figlioletta (La Pasionaria) che la guarda attenta. E ditemi che ogni mamma appassionata di cucina non sogna nella sua testa questo sacro momento didattico, tutto fatto di trasmissione di sapere, di proseguimento del proprio lavoro, di senso di continuità, etc etc.

L’argomento dell’mtc di questo mese, proposto da Juri e Dani, è di quelli che fa sognare la Nonna Papera che è in noi: i biscotti. Figuratevi la mia felicità quando l’ho saputo.

Frolla e mille consigli, tutti splendidi, dati dalla nostra coppia d’oro: e come si fa a resistere? Ci ho pensato e ho immaginato un pomeriggio di primavera, in compagnia delle mie care amiche dell’MTC, davanti ad una tazza di tè di fine bone china e dei biscotti tanto vezzosi quanto delicati. Sì, me li immaginavo proprio così. Non che non ami i sani biscottoni della nonna e del forno del paese, ci mancherebbe. Ma qui la sfida era su una frolla della più bell’acqua e mi sono un po’ lasciata influenzare da alcune cose viste nelle pasticcerie di Parigi. E ho pensato ad un biscotto a righe, con frolla alle mandorle e frolla al cacao alternata, con uno spessore di 2mm. Frolla di Gianluca Fusto, che su queste cose rasenta la perfezione! Frolla eccezionale, che regge la forma ed è buonissima.

Poi ci ho aggiunto un piccolo spuntone di ganache spumosa di Maurizio Santin (poca, perché sempre biscotto resta, ma abbastanza da indurre al peccato della gola). E per finire, potevo non utilizzare i miei amati fogli con decorazioni trasferibili per cioccolato? Impossibile! E allora anelli o cerchi decorati dovevano essere!

Il biscotto era ideato, dovevo solo farlo: e qui è entrata in ballo l’occasione di tramandare il sapere del sommo biscotto etc etc. davanti a mia figlia.

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Premessa: per ottenere un biscotto a 16 righe, bisogna sovrapporre a più riprese due impasti di frolla, uno bianco e uno al cacao. Prima di effettuare la sovrapposizione, è necessario spennellare o nebulizzare con acqua, per favorire la coesione dei grassi (altrimenti le righe si separano). Ma il mio fido nebulizzatore era proprio lì vicino. La preparazione poteva cominciare. La Pasionaria era lì, braccia incrociate e viso poggiato sopra, occhi attenti.

Stendo il primo strato di frolla bianca, stendo il primo strato di frolla al caco e nebulizzo. Ahhh, mi avvolge l’odore di limone. Humm, strano, non ho usato il limone. Bah, sarà l’immaginazione.

Sovrappongo e taglio a metà. Prima di posizionare una metà sopra l’altra, spruzzo di nuovo l’acqua. E questo intenso profumo di limone ha deciso di non lasciarci. La Pasionaria è lì che mi guarda accigliata, mai vista così attenta. La stratificazione deve continuare quindi ritaglio a metà e nebulizzo. L’odore di limone è decisamente inspiegabile quando mia figlia alza il viso dalle braccia e mi chiede con esitazione: “mamma, ma perché spruzzi la pasta frolla con lo sgrassatore per la cucina?”

“….”

Occhi fuori dalle orbite, presa di coscienza del tragico errore, fine dei biscotti a righe dentro la spazzatura. Mentre nomino  a uno a uno tutti i santi del paradiso, ringrazio per aver deciso di lavorare un terzo di frolla alla volta e di averne ancora a sufficienza. Insomma, avevo confuso il nebulizzatore dell’acqua con lo sgrassatore. Non oso immaginare cosa sarebbe successo e ringrazio il cielo di avere una figlia attenta. E non ci vuole un diploma haccp , che ho pure preso da poco, per sapere che i detersivi devono stare lontani dal luogo in cui si cucina. Faccio mea culpa: ho dimenticato la confezione di sgrassatore da quelle parti. Non si fa, bisogna stare attenti. Ma fortunatamente ho una figlia che guarda gli ingredienti!

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Ripulito tutto, ho ricominciato con la frolla rimasta e ho ottenuto dei biscotti con sedici righe alternate, di frolla alle mandorle a frolla la cacao (che poi sono sablé ma nel libro Crostate, Fusto le chiama genericamente frolle..e ha anche ragione). Il tutto By Giancluca Fusto, pezzo da 90 della pasticceria nostrana!

Per la ganache, ho utilizzato una buonissima ganache spumosa di Santin. E ho completato con dischetti di cioccolato temperato.

E con questa sfida, partecipo all’mtc n. 56!

mtc 56

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"