Il bignè di San Giuseppe e differenze con le zeppole
Il bignè di San Giuseppe, ovvero quello che, per un romano, rimane l’indiscusso dolce della festa di San Giuseppe.
Capiamoci: so benissimo che la zeppola napoletana è famosissima (ottima senza dubbio) e ormai diffusa in tutta Italia. Ma a Roma, da fine febbraio e fino al 19 Marzo, i bignè di San Giuseppe la fanno da padroni. Per me, pur figlia di un papà con origine campane, la zeppola era addirittura qualcosa di esotico, mangiato solo se capitavamo giù in quel periodo. Immaginate lo sconforto nel vedere, molti anni dopo, così trascurato questo gioiello della pasticceria.
E allora rivalutiamolo, il bignè per antonomasia.
Innanzitutto, c’è da comprendere le differenze esistenziali fra zeppola e bignè.
La zeppola ha una forma a ciambella rigata; il Bignè di San Giuseppe è ( a seconda delle interpretazioni) di vaga forma tonda o ellissoidale e sempre poco preciso nei confini.
La zeppola ha la crema solo sopra; il bignè di San Giuseppe è praticamente un contenitore della crema, vera protagonista.
La zeppola ha una crema estremamente sostenuta, che quasi regge al taglio; il bignè ha una crema morbida che inevitabilmente esce al primo morso (se non vi sporcate, godete solo a metà).
La zeppola ha l’amarena; il bignè ha solo un ricco strato di zucchero a velo.
La zeppola vera è fritta; il bignè di San Giuseppe vero è fritto. E qui si ricongiungono, nonostante le due esistenti versioni al forno che sa-è-più-leggero.
In previsione della festa del papà, mi sono messa a friggere bignè con leggero anticipo. Come impasto ho usato quello, supercollaudato, dei tortelli alla ricotta di Massari.
Come crema, tanto per non deludere le aspettative del contenitore, ho usato la crema ricca di Giovanni Pina: una delle migliori mai fatte, che trovo perfetta per questo scopo. Il bignè è stato fotografato alla velocità della luce, l’avevo poggiati sul tavolo prima che il fratello li portasse via. Ho fatto solo in tempo a mettere un po’ di zucchero. Non so voi ma per la festa del Papà li proverei.
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7 Comments
Dani
08 Mar 2016 10:03 am
Non conoscevo nè zeppole nè bignè di San Giuseppe, tu me li hai fatti scoprire entrambi in un colpo solo, e con la solita chiarezza che ti contraddistingue :)
Grazie mille Caris!!
Caris
:)) devi provarli, allora!
perladarsella
10 Mar 2016 10:03 am
Qui per san Giuseppe son tradizionali le frittelle di riso, ma anche questi bignè non mi sembrano da meno :-)
Caris
uhhh, io pensa che qyuelle non le ho mai provate! che voglia!!
valentina
15 Mar 2016 12:03 pm
Bellissima ricetta, complimenti! La vorrei provare per la festa del papà. Quanti bignè vengono con queste dosi? Pensi che i bignè si possono preparare e farcire la sera prima per mangiarli poi il giorno dopo?
Caris
me ne sono venuti 9 belli grandi!
In linea di massima dovrebbero essere fritti e mangiati in giornata. Però ai miei sono piaciuti anche il giorno dopo;)
Crostate di crema e fragole | Cooking Planner
16 Mar 2016 09:03 pm
[…] di marmellata limone e lime (da mangiare a cucchiaiate), crema ricca di Giovanni Pina, che trovate qui, ( e tanto per non farci mancare un altro nome importante) e tante ma proprio tante fragole […]
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