La Brioche Saint Genix di Felder

Feb 6th

Vi ho detto che sono arrivata in finale a Le strade della mozzarella con la mia Brioche? Che sono andata a Napoli, ho visitato il Mulino Caputo, visto farine, ascoltato le spiegazioni insieme agli altri finalisti? Che sono arrivata al secondo posto pari merito con Cristiana e che sono ritornata a casa con una madia in legno del Mulino Caputo, oltre le mozzarelle di bufale e le sfogliatelle ricce..ma va be, è un dettaglio? Che alla metro di Roma i militari mi hanno fermata perché volevano sapere cosa trasportassi..e non vi dico la scena.

Comunque, ora lo sapete! Giornata bellissima, con la consapevolezza di potere andare a Le strade della mozzarella come ospite, dopo un po’ che non andavo. E ho mangiato una pizza da antologia dai Fratelli Salvo.

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Sarà che l’essere tra i finalisti mi ha tirato decisamente su di morale, in un periodo in cui era ed è grandemente necessario, sarà la gratitudine che sento per la parola brioche, ma in questo weekend ne ho fatte svariate. Cose nuove,cose  già  fatte, cose riviste, tipo questa, la Brioche Saint Genix di Felder. L’avevo già provata tanti anni fa (deve pur esserci qui sul blog) di Roux, se non sbaglio. Ma oggi è venuta meglio (credo che gli anni passati abbiano dato una mano!). E non per Roux, per l’amor di Dio, che è un genio anche lui ma  solo per un pizzico di esperienza personale in più.

E poi, diciamolo, dal mio ultimo viaggio a Parigi, mi sono riportata indietro le pralines roses, prese al nuovo palazzo delle Galeries Lafayette tutto dedicato al cibo e alle caccavelle, solo per rifare questa brioches.

Ergo, procuratevi queste praline per il divertimento di provare la brioche di Felder.

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Una nota: Felder è uno che non ha problemi a usare il lievito con tranquillità. Io preferisco sempre abbassarne la quantità e allungare i tempi di lievitazione ma è l’unica cosa che ho modificato! Lui usa 30 g di lievito di birra su 500 g di farina, io ne ho usati 15 ( e la prossima volta anche meno). Ma voi scegliete ciò che preferite!

Seconda nota: la ricetta l’ho presa dal magnifico libro di Felder, Gateaux. Nella ricetta lui scriveva lievito chimico. Gli ho scritto e  ha risposto immediatamente, lui quoque: c’è un errore e mi ha chiesto scusa, era lievito di birra. Conservo il messaggio caramente, naturalmente.

E voi, che fate? Raccontatemi qualcosa, su! Magari a voi è successo qualcosa di bello.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"