Le torte per le feste: cominciamo dal Profiteroles

Nov 17th

Da qualche anno c’è la grande mania, mia compresa, di fare regali di Natale che siano non solo fatti in casa ma rigorosamente di stampo cibesco. Biscotti, in particolare. Se non ci sono barattolini o sacchettini di biscotti, non li vogliamo. E, bene inteso, la prossima ricetta riguarderà proprio quelli, perché ultimamente ho fatto dei biscottini irrinunciabili ma la ribellione quest’anno è stata forte: non regalini ma più dolci delle feste per tutti. 

Perché diavolo, noi foodblogger, ci affanniamo a postare mille ricette di biscotti per tutti e non i mille dolci da servire durante le feste, a casa nostra, con i nostri ospiti o anche il dolce da portare perché invitati?

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Quel dolce che, quando lo porti a tavola, cominci a sentire gli ohhhh di ammirazione, seguiti dalla classica domanda “ma, lo hai fatto tu?”, con quella pausa dopo il “ma” a sottintendere la sorpresa. E la altrettanto classica risposta “ma è semplice, se lo faccio io lo fa chiunque”, indubbiamente fra le più false, perché quel dolce ci è costato lacrime e sangue ma ora è lì, che fa bella mostra di sé, il protoganista della cena, o del pranzo.

E allora sia: ho pensato che non sarebbe stato male avere una piccola raccolta di torte adatti allo scopo, in questo periodo che ci divide dalle feste. Non è che sia sicura di farne una quantità ragguardevole; ci proverò a farne qualcuno che meriti.

Come primo dolce ho scelto il profiteroles di Iginio Massari. Perché lui è un genio assoluto. Perché spesso i profiteroles comprati non mi piacciono. Perché la piramide che svetta dalla tavola fa sempre tanta, ma tanta, scena.

Mi sono messa a guardare la ricetta su Non solo Zucchero Vol I, puntando diritta alla glassa, perché è proprio quella cosa solida che intrappola i bigné, amara fino allo sconforto, che spesso mi avvilisce.

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E invece qui c’è lei, questa glassa morbida, delicata, avvolgente, quasi vellutata. Vero che richiede un certo numero di ingredienti e di premura ma per il dolce delle feste possiamo impegnarci. E del resto, avendo gli ingredienti, non ci vuole moltissimo.E finalmente un profiteroles che è piaciuto a tutti, con tanto di commenti: “ah ma è molto equilibrato, questo dolce, non troppo zuccherato”. E quando anche i vostri genitori e parenti cominceranno a fare commenti sull’equilibrio intrinseco di un dolce, voi saprete che avete superato il punto del non ritorno.

Ora sto lì a cercare di capire cosa fare come secondo dolce delle feste. Intanto, godiamoci il primo.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"