Di miglioramenti, condivisioni e ricicli

Apr 10th

Ogni tanto qualcuno mi ricorda tutto quello che abbiamo fatto, che avete fatto, ai tempi della protesta per il Santa Lucia, la Fondazione dove da tanti anni Albertino (come convenzionalmente chiamo il mio bandito di nove anni), svolge la sua fisioterapia, unico centro qui a Roma in grado di aiutarlo.

Albertino ha un handicap motorio grave, dalla nascita. Non uso l’espressione “diversamente abile” perché a me, lo confesso, non è mai piaciuta. Che vuol dire? Mi sembra un po’ voler indorare la pillola. Tutti siamo diversamente abili in qualcosa ma non tutti siamo handicappati, come per esempio è Albertino. Non è un’offesa, è una realtà. Realtà che cerchiamo da sempre di affrontare nel modo migliore possibile, in questa Italia che, se ha tantissime professionalità di eccellenza (fisioterapista e medici del Santa Lucia in primis) ha però tante carenze organizzative, che spesso mettono a dura prova famiglie che provate lo sono già. Ma non sono qui per raccontare i miei guai o il mio sdegno, anzi (anche se mi preme dire che, qualora ne abbiate la possibilità, aiutare la fondazione Santa Lucia sarebbe una salvezza per molte famiglie).

Sono qui per aggiornarvi su cose belle, ovvero i progressi di Albertino. Viene naturale provare pietà per una persona handicappata, ne sono consapevole, è comprensibile ma bisogna andare oltre, perché lei, di pietà, proprio non ne vuole. Incoraggiamento invece sì e tanto. Ieri ho mostrato su Facebook un video in cui mio figlio, per la prima volta, riusciva a camminare senza l’aiuto di nessuno, deambulatore compreso. L’aveva fatto a scuola e voleva mostrarlo a noi, tutti increduli, me per prima. Non sono capace a dire quello che ho provato. Ho solo ricordato di botto la notte in cui è nato e il dolore che c’è stato per molto tempo. Ho ricordato esimi dottori che mi dicevano “signora, non so se starà mai seduto da solo”. Ho ricordato gli anni passati a fare fisioterapia, l’impegno di chi ce lo ha portato (e qui, un grazie al mio papà, è doveroso), il sostegno dei nonni e degli zii tutti. Il commento di Albertino è stato “sai mamma, io a ogni compleanno della mia vita ho espresso il desiderio di camminare da solo”. I desideri ogni tanto si avverano, gli ho risposto sottovoce, pensando ai miei desideri di compleanno degli ultimi nove anni.

La valanga di commenti, di affetto, di messaggi privati, di “grazie per averlo condiviso” che ho ricevuto su fb mi ha fatto ricordare che ve lo devo, vi devo mostrare i suoi progressi.

Quando il mio bimbo nacque, alcune persone mi dissero “Dio manda i problemi a chi è in grado di affrontarli”. Da cattolica, ho odiato profondamente quella frase, pensando che forse Dio aveva valutato male le mie forze. Dopo questo video, una ragazza ebrea mi ha scritto “nella religione ebraica si dice che Dio ci manda il freddo a seconda dei panni che indossiamo”. E una mia amica atea mi ha detto “ lo abbiamo seguito col cuore e col pensiero nei momenti duri e questa è una grande gioia per tutti”.

Strano come tre differenti modi pensare, di credere, di vivere mi siano giunti al cuore tutti insieme, tanto da farmi capire che, a prescindere dal fatto di credere o meno, quelle frasi non si riferivano a me, come ho sempre pensato, ma a lui. Quello forte, che sopporta problemi e che evidentemente ha tanti panni da sfidare il freddo siberiano, è il mio bambino. E allora grazie anche da parte sua.

Ma questo posto qui resta un blog di cucina ( e piantatela di farmi commuovere con i vostri messaggi, ne va della mia reputazione) e quindi una ricetta ci scappa sempre; volevo mettere quella del super riciclo dell’uovo di Pasqua. Il fatto è che è sempre opera miracolosa di Albertino che va ad aprire un suo uovo di Pasqua ottenendo due perfette metà, così, per caso. Ripensando come al solito a richieste fraterne, mentre tutti riciclano pezzi sparsi di uova, io posso concedermi il lusso di utilizzarne due metà perfette! E riciclone sia. Che, credete a me, non era niente male. Pds senza glutine di Di Carlo, mousse alla yogurt (ottenuta con la crema pasticcera allo yogurt, appunto, di Di Carlo) e fragole come se piovesse.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"