Vellutata di cavolfiore (viola), con gamberoni, patate e noci
Mia suocera, il giorno della Befana, è arrivata a casa e mentre agli altri distribuiva calze e dolcetti, a me ha detto: “questo è per te. Quando l’ho visto ti ho pensato”.
Un cavolfiore viola. Nella busta, c’era proprio un cavolfiore viola. Prima che vi lanciate in battute tipo “uh, un regalo del cavolo” sappiate che è stato graditissimo! Io, un cavolfiore viola, non l’avevo mai trovato! Non dubito che il sapore sia simile a quello classico ma il fascino del colore mi colpisce sempre. Il viola in cucina poi, lo trovo particolarmente chic, se non fosse per l’invasione di patate viola e carote viola dell’ultimo anno nei vari blog in rete.
Io non l’ho cercato: me lo hanno regalato, quindi ho fatto due, dico ben due, ricette con cavolfiore viola.
La prima dovrebbe essere una cosa dietetica. Dopo gli standard festaioli questo era praticamente a zero calorie.
Una vellutata di cavolfiore. Semplice.
Se uno vuole essere un po’ più vezzoso, ci aggiunge qualche tocchetto di patata lessa, qualche pezzetto di noce e una foglia di prezzemolo.
Ma insomma, niente di che.
Se poi volessimo anche presentare questa vellutata (che, per inciso, può tranquillamente essere fatta col cavolfiore normale) indulgendo alle tendenze modaiole, ci mettiamo anche una coda di gambero e una bella entrée è fatta. E non guardatemi con aria sospettosa: il contenuto calorico resta comunque nella norma: l’apparenza di cibo da dopo le feste è salva.
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