Lasagne in vasocottura per l’mtc

Ott 16th

Capiamoci: non lo faccio a posta.

Arriva l’mtc, la ricetta sempre ben spiegata e io che sto a lì a pensare. Il problema è che mi vengono sempre in mente cose border line. Io lo so, anche questa volta. Continuo a chiedermi se finirò fuori concorso..e però, e però non cambio una virgola: al limite andrò fuori concorso e me la prenderò con me stessa.

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Questo mese la lasagna di Sabrina. Oltre al fatto che ha un nome del blog che mi è particolarmente caro, diciamo che Sabrina ha scelto uno dei miei piatti preferiti. Ci muoio, per le lasagne. Mi piace il concetto, la realizzazione…e non potete capire quanto ci resto male quanto mi capita di mangiarle molto secche. E quanto invece io sia in paradiso quando trovo un bel piatto fumante e morbido. Lo so, sono una che a tavola dona soddisfazione, specie da invitata, quindi il suggerimento è: invitatemi.

Insomma, se mi fate le lasagne, aspettatevi grandissimi mugolii di soddisfazione.

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Ora, dovevo farne una versione tutta mia. E niente, mi è venuto in mente la vasocottura, tecnica che, per la prima volta, ho visto realizzata da Pietro Parisi (molto, molto bravo). Con la complicità di Sonia, che mi ha aiutata a reperire tutte le informazioni da Pietro Parisi, ho deciso di lanciarmi in una prova: lasagne in vasocottura.  De vasocottura: si mette ciò che vogliamo cuocere con questa tecnica (famosa la parmigiana) in un vasetto, che può essere il classico da marmellata, con la guarnizione in plastica o quello con il coperchio a vite. Cambia la temperatura di cottura, rigorosamente effettuata a bagnomaria: con il tappo con guarnizione in plastica, a 110°, con il coperchio a vite, a 140°.

In ogni caso, cottura prolungata. Per esempio, una lasagna con ragu di carne, anche due ore. Io ho lasciato un’ora e mezza solo perché non avevo presenza di carne.

Veniamo alla composizione della lasagna: lasagne di zucca (con zucca nell’impasto), funghi porcini, stracciata di Venafro, besciamella alla castagna, con qualche pezzo di caldarrosta e per concludere qualche listarella di speck (che in realtà cale solo se volete anche un tocco sapido, se preferite restare sul dolce, potete evitarlo).

Ingredienti: non si scappa, conta l’origine. Zucca mantovana o comunque un’ottima zucca consistente. Che ogni tanto, quelle che trovo a Roma sono acquose da morire e insapori. Invece, questa mantovana ha un retrogusto di nocciola e di castagna che mi hanno indotto a unirla proprio a quest’ultima. Funghi porcini (colti dal suocero) e besciamella fatta con parte di farina di castagne, per ricordare il retrogusto della zucca.

La stracciata molisana è un formaggio  particolare: una mozzarella morbida, sapida vellutata … insomma particolare. Se dovessi sostituirla, più che con un fiordilatte, con una provola dolce. E lo speck, se vi piace quel gusto affumicato (a noi piace).

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Perché la vasocottura? Per quanto mi riguarda, soprattutto per il concentro di profumo e, sì, anche per la morbidezza. Ma il fatto che tutta cuocia senza mai aprire il tappo, non so se rende l’idea di quello che succede quando lo aprite. Io stavo lì, con la macchinetta fotografica in mano, indecisa se posarla e mangiare o fare le foto. Solo il mio enorme rispetto rarivissiano ha fatto sì che desistessi.

Altre due caratteristiche molto utili:

  1. Permette una grande conservabilità dei cibi cotti in questo modo. Pietro dice fino a un mese (non posso verificarlo perché la lasagna ha fatto una fine rapida e veloce)
  2. Tanto per fare una citazione, il vasetto a tavola è da porca figura, con gli ospiti tutti a chiedersi e “questo cos’è”??

Ricetta quindi (mentre mi faccio il segno della Croce e aspetto il verdetto).

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"