Conticini, una brioche, due telefonate e quattro mani

Ott 13th

“Senti tesò, ho fatto una brioche di Conticini.. Tanto burro..ma è qualcosa di delizioso. Quei libri, cosa sono quei libri”

Telefonata ricevuta prima del mio viaggio a Parigi. E tanto entusiasmo, proprio il suo, non poteva lasciarmi indifferente, né poteva non creare strascichi.

E fu così che andai a Parigi (ve l’ho detto che sono andata a Parigi? ehmm, sì? Ho rotto abbastanza? ok, per chi volesse risentire i racconti, qui e qui)

Tornata dal viaggio, avevo quei libri. Pasqualina sa e, nonostante tutto, persevera a raccontarmi di ciò che legge. Come dire, non sono caduta in tentazione ma mi ci hanno spinto: come facevo a non procurarmeli e provare quella brioche?

Ad onor del vero, non mi aveva detto il titolo della ricetta o, quantomeno, non lo ricordavo. Però il libro sì, quello potevo sfogliarlo: Patisserie des reves di Philippe Conticini. Mai come in questo caso, nomen omen.

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La pasticceria dei sogni è quanto di più appropriato per quel libro. E Pasqualina mi deve una libreria nuova, che, da quando la conosco, ho imparato a ricorrere a strane combinazione, tipo tetris, per riuscire a incastrare i libri che ho nelle mie vecchie librerie.

Ma veniamo a noi: sfoglio quel libro e vedo la foto di una brioche. Innamoramento fulmineo. “Sarà quella di Pasqualina?” mi chiedevo. Mentre cercavo di ricordare, ho cominciato a prendere la farina, le uova, etc..

Farina w400: ce l’avevo

Quantità di uova imbarazzante: pure

Poco zucchero: sì, tanto sto a dieta.

Burro come se non ci fosse un domani: sempre presente nel mio frigo.

Fatta. Assaporato il profumo. Sentito il gusto. Un mescolarsi di sensi e sentimenti e sì, sto parlando di una brioche.

Mi chiama la foodblogger del mio cuore (ma giuro, noi lavoriamo anche, fra una telefonata e l’altra) e, tempo due minuti le annuncio “ho fatto una brioche di Conticini!”

“Quale tesò, la Mousseline?” E lo sapevo, era la stessa.

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E come poteva non essere: sul libro la fetta di brioche scappa dalla pagina.

“Sì, è lei”

E siamo state lì a decantarne le doti per 10 minuti. “l’ho già fatta tre volte. La prima non ero soddisfatta perché era cresciuta troppo, un fungo che non ti dico! La volta dopo ho usato due stampi”

“uh, guarda, anche io devo ripeterla che ero col bambino e l’ho cotta cinque minuti in più”

“eh, si vede,  è quella della foto di fb? Eh, un pochino troppo colorata”

“Lo so, devo rifarla. Tu la pubblichi?”

“hummm sì, ti mando le foto. Ma se la pubblichiamo insieme?”

Insomma, normali conversazioni fra due amanti di Conticini. A prescindere dal patto di sangue, stabilito fra me e la Pasqua, che ci impone di inserire Conticini in tutte le preghiere serali e anche quelle mattutine e di considerarlo anche un bell’uomo, quella brioche lì è fenomenale. Fatela.

Non lo vorrei imporre ma sì, fatela.

Brioche Mousseline di Philippe Conticini.

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Volete vedere la realizzazione delle Pasqualina (che c’ha le mani d’oro, diciamolo ma diciamo anche che non l’ha voluta pubblicare)??

Eccola qui, direttamente dalle sue cucine! E se le scrivete infuriati, implorando un suo post, sarò dei vostri.

 

 

 

pasqua 2

 

pasqua 3

 

pasqua 1

 

 

 

 

About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"