Il peposo alla fornacina

Mag 25th

Ma la dovevo postare subito, appena fatta proprio.

Foto prese di sfuggita, come di norma ultimamente. Post scritto al volo, ma che dico scritto, appena accennato, dato che domani Albertino (con me al seguito) fa il solito pit stop ospedaliero, che almeno una volta all’anno noi in ospedale una decina di giorni la vogliamo fare (con la speranza che diventa sempre più una certezza di andare verso il meglio, il suo futuro, con possibilità diverse).

Però ve lo dovevo dire. Lo sento come un dovere proprio: fate il peposo alla fornacina.

Piatto fiorentino, di quelli che più tradizionali non potrebbero essere, deve il suo nome ai fornacini della zona dell’Impruneta, ricca di fornaci per la cottura dei mattoni e dove i fornacini, in un angolo della fornace. Mettevano tutti gli ingredienti in un coccio, affogati letteralmente nel vino.

Questa ricetta di chi è? Neanche a dirlo, è della bella Elena (di cui ho già raccontato) che, a questo punto, entra di diritto nell’olimpo dei guru spacciatori di ricette. Aveva messo da tempo la ricetta su gennarino e io, ahimè l’avevo trascurata.

Sì, ci vuole il forno. Sì ci vogliono un certo numero di ore e sì, si avvicina l’estate, So tutto. Ma io la pazzia oggi l’ho fatta; e voi?

Semplice, Serve solo un buon Chianti ( e il primo che dice che non si spreca un Chianti per cucinare, va dritto dritto a far da assistente ai fornacini ).

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"