Ricotta e fichi con sorpresa

Mag 14th

Ed è arrivato. L’ormeggio al porto dell’mtc è stato fatto con maestria ma ha portato lo steso un carico di scombussolamento. Sì, perché il Babà fa questo effetto. Quello di fartelo prima contemplare con rispetto. Quello di farti prima immaginare quanto sarà inzuppato. Quello che ti fa venire voglia di mettere un dito sopra per vedere quanto e come affonda. Quello che poi prendi il babà in mano, non curante del vestito nuovo né tantomeno della probabile goccia di bagna che ci finirà sopra.

Per non parlare della crema, da includere assolutamente nel primo morso, non importa che si trovi in un posizione tale per cui ce ne vorrebbero due o tre almeno.

E’ lui. Del resto, su questo blog il babà aveva fatto già capolino, dato che,  origini campane oblige, il babà qui fa furore, praticamente è considerato un essere mitologico.

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Ed ecco che arriva Antonietta che, dopo la sua splendida e meritatissima vittoria col quinto quarto, propone l’apoteosi della lussuria pasticcera. Sua la ricetta del babà, nostra la variazione sulla crema e sull’uso.

Ci ho pensato un po’ e mi sono venute, praticamente insieme, un paio di idee. Vi mostro la prima.

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Antonietta è una cara persona a cui mi lega l’amore per la Campania, sua terra e mia di origine da parte paterna. Insomma, con lei parlare di Cilento è come sfondare una porta aperta. Allora so che capirà la mia passione per la torta ricotta e fichi del Cilento. Bene, ho deciso di presentare una versione di quella torta con sorpresa: via la daquise, che ho ricordato solo con le nocciole caramellate e largo al babà, che ho usato per riempire la torta. Non come base quindi, ma come ripieno.

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In un dolce ho racchiuso due dessert della mia terra.

La ricetta del babà è quella di Antonietta. Io l’ho eseguita con la planetaria, causa soprattutto di piccolo problema al polso (l’età avanza) che mi impediva una lavorazione come si deve. E’ bello lavorare il babà a mano, ma metto il procedimento con la planetaria per chi avesse le mie stesse esigenze (o per chi volesse tentare una dose spropositata di babà, cosa che consiglio sempre, data la bontà.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"