Fegato alla veneziana
Dopo uno stop forzato dal trasloco, ritorno in punta di piedi all’MTC, che questo mese mi ha sconcertata e non poco. E conoscendo la Cristiana, che mi sono sconcertata a fare??? Tanto di cappello a una che conosce il quinto quarto come lei.
Il problema è che io lo conosco pochissimo: non riesco a mangiarlo, pur avendo un marito che, quando va dalla zia che gli fa la coratella, risponde con uno sguardo sognante.
Io al massimo, cucino il fegato.
Allora ho pensato proprio di proporre un piatto che più tradizionale non si può, data la mia incapacità: il fegato alla veneziana.
Il fegato veniva cucinato, e apprezzato, dagli antichi romani; Apicio fu addirittura responsabile del cambiamento del suo nome: nutriva gli animali, per far sì che il fegato ingrassasse oltremisura, con i fichi e così il fegato ,iecur, divenne iecur ficatum ed in seguito solo ficatum, da cui fegato. Non solo: proprio per smorzare un sapore troppo intenso, spesso veniva proprio cucinato con i fichi.
I veneziani, sostituirono i fichi con le sio’le, le cipolle, più diffuse nei loro territori ed ingentilirono il sapore del fegato con l’utilizzo dell’aceto. Il resto è storia, una storia che i veneziani chiamano figà aea Venessiana.
Punto fermo, le cipolle di Chioggia (che ahimè, io non sono riuscita a trovare ma diamo atto alla vera natura di un piatto tradizionale).Come sempre in questi casi, ogni famiglia ha la sua versione, quella rigorosamente autentica. Non discostano molto, anzi; ho solo notato un uso di vino bianco insieme o al posto dell’aceto.
Io, per la mia versione, ho chiesto consiglio ad una che sulle ricette del Nord ne sa davvero una più del Diavolo. In questo caso particolare poi, mi ha direttamente passato la ricetta di mammà: mi sono emozionata!
La ricetta passatami da Sara prevedeva il vino bianco più eventualmente l’aceto. Io ho usato solo lì’aceto proprio per restare nello spirito iniziale di questo piatto ma ci vedrei altrettanto bene il vino bianco.
In veneto accompagnano il fegato alla veneziana con polenta bianca. Ho cercato per mari e monti ma di polenta bianca qui, nel profondo centro, nemmeno l’ombra. Spero che voi abbiate miglior fortuna! Mi sono accontenta di una buona farina di mais avuta di nascosto dal mio “spacciatore di specialità” riconosciuto, che mi ha detto “farina ottima, fidati”. Mi sono fidata.
Con questa ricetta, partecipo all’MTC del mese di Aprile.
[amd-zlrecipe-recipe:208]







4 Comments
cristiana
26 Apr 2014 12:04 am
Eccoti! Ho visto che sei stata più che indaffarata nell’ultimo periodo e ho anche temuto non riuscissi a postare per la mancanza di connessione. Grazie. Son contenta che tu abbia partecipato condividendo una ricetta di casa, anche se della casa di Sara (!). Ormai dovrebbe esser chiaro il mio amore per il fegato…quello alla veneziana provai a farlo la prima volta da ragazzina e usai una tale quantità di cipolle che ricordo ancora la difficoltà nel pulirle tra le lacrime che colavano ovunque! Sbagliai perché invece di cucinare rapidamente il fegato lo feci stufare per un sacco di tempo…facendo sì che fosse tutt’altro che morbido! Condivido la scelta dell’aceto, che per me è perfetta. Un abbraccio a presto cri
Caris
Grazie!!!
Arianna
26 Apr 2014 09:04 am
Ti dico solo che mio marito di quinto quarto mangia solo la trippa…e il fegato alla veneziana!!!
In quasi dieci anni insieme non gliel’ho mai preparato, sono cattiva, vero? Quasi quasi un giorno di questi gli faccio una sorpresina… :)
Bravissima Cri!
Caris
Grazie...e ti capisco benissimo!!!
Leave a Comment