I fogli crescono sugli alberi

Apr 15th

“Mamma sono molto contrariata.”

Così ha esordito mia figlia di 5 anni, che convenzionalmente chiameremo La Pasionaria, l’altro giorno, all’uscita da scuola.

“Come mai?? Che è successo”

Mi sembrava strano: in fondo lei è notoriamente dotata di perenne felicità, espressa con un sorriso languido. La si può vedere lamentosa, questo sì, in preda alla più profonda afflizione per quel ditino che ha incidentalmente sbattuto fra i denti di un compagno, tenuto coraggiosamente in alto, tanto per farlo notare al mondo o per quella botta presa sullo spigolo del banco (molto di sfuggita) che sembra provocare il più duro dei dolori. Ma contrariata, devo dire, mai. Quindi ero decisamente curiosa.

“ C’è un albero in giardino e l’hanno tolto. Sono venuti dei signori con una sega.”

“Ma l’hanno tolto tutto o solo una parte?”

Considerando il suo leggero istinto alla esagerazione, cominciavo a pensare ad una potatura primaverile, cosa che non mi sembrava poi così grave.

“Mamma, ascoltami: i rami, hanno tolto i rami. Non si fa. I fogli crescono sugli alberi. Non si devono tagliare i rami, altrimenti io, dove coloro? Dove fa i disegni, un bambino? Capisci?”

Avevo la voglia, o quantomeno il dovere, di raccontarle come si fanno i fogli. E, non so perché, non me la sono sentita. Mi è solo venuta in menta una frase letta di recente, di Roman Jakobson “non si può abbracciare l’inabbracciabile”. Che magari con il disappunto della Pasionaria non c’entrava niente. O forse sì, perché io, in quel momento, non riuscivo ad abbracciare il suo dolore con la spiegazione scientifica di come si fanno i fogli. Troppo corte, le braccia delle mie spiegazioni. Quindi le ho solo detto che i rami sarebbero ricresciuti presto e che tanti fogli sarebbero sbocciati.

Mi ha detto allora che ogni giorno, prima di cominciare a giocare in giardino, avrebbe visto se, per caso, erano spuntati i boccioli dei fogli. Con questo tempo pazzo di oggi, non si sa mai.

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Boccioli quindi. E dico boccioli perché questo dolce di Felder mi ricorda proprio questo fiore in potenza che è un bocciolo. Ditemi voi se non è così.

Io l’ho visto su suo un libro che trovo stupendo: Piece Unique. Se ne parla poco ma è davvero bellissimo. Dolci che sembrano quadri ma tutti ben spiegati, con passo passo ben fatti e tutto sommato nulla di eccessivo o cervellotico. E questi qua sono i Poussiere d’etoile, polvere di stelle, di Felder.

Quando ho visto la semisfera di pate sucree al cioccolato, ho capito che non mi sarei mossa da quella pagina. Ovvio, si possono fare di forma più convenzionale (e decisamente più trastorabile, dato che la semisfera è un attentato alla stabilità del dolce)..ma la gente sta a lì a guardarli cercadno di capire come si reggono: una soddisfazione, insomma.

Per questi dolci, a base di cioccolato e caffè, ho usato un cioccolato fondente Valrhona, Grands crus caribe al 66%: mentirei se non dicessi che un cioccolato del genere fa la differenza. E’ scioccante, lo ammetto.

Ah, per la generosa traduzione (volevo davvero essere precisa) ringrazio la mia amica d’oltralpe Marta!

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"