La Guimave di Michalak: un po’ marshmallow un po’ mousse

Dic 2nd

Michalak e un libro che leggo e rileggo dal Natale scorso, Le Chocolat qui me fait craquer. Ho fatto diverse cose del beneamato Cristophe (ci parlo, sì) ma nessuna tratta da questo libro. Ecco, dovevo rimediare. Poco importasse che stavo cominciando a tirare fuori decorazioni natalizie varie. Fra una pallina e latra un dolce al cioccolato si poteva pure fare!

E mi son ricordata al volo di una foto di questo libro: una “cubo” morbido, color cioccolato al latte chiaro, spolverato di cacao amaro e con l’angolo ben”rovinato”, evidentemente, da un cucchiaino ghiotto come chi lo maneggiava.

Ecco, questo dolce, prestato a Michalak da Philippe Rigollot (confesso che mi piacerebbe molto essere in quel circolo di amicizie), è il primo che provo di questo libro e, a giudicare dalle reazione, non l’ultimo.

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Il cubo è una Guimave al cioccolato al latte, che io ho pensato di rifare e servire su una cialda di cioccolato fondente con dei Caprice sbriciolati (sono quei deliziosi wafer tondi e ripieni di cioccolato..per la serie, facciamoci del male).  Le guimave sono tradotte con “marshmallow” ma non fatevi ingannare: decisamente più buone, non hanno nulla a che vedere con gli appiccosi affari del super. Questa è più una mousse con consistenza diversa dal normale, più “gommosa” ma senza nessuna accezione negativa.

Caprice sopra e polvere di caprice sulla Guimave sono d’obbligo, dopo quella cialda. Ah, ve lo dico subito: avete presente lo spessore non proprio dietetico della cialda che ho fatto? ecco, non vi spaccherete i denti prendendola a morsi, data la presenza dei wafer sbriciolati, provare per credere (ma modulate l’altezza della cialda in base ai vostri gusti e/o esigenze, mi raccomando)

E parliamone, della cialda: io ho temperato il cioccolato ma potete, in modo molto semplice, scioglierlo a microonde, mischiarlo ai caprice sbriciolati, stenderlo nella forma desiderata e metterlo in freezer. Scegliete voi!

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"