Il sedano rapa: doveva succedere prima o poi!

Set 21st

Il sedano rapa, questo sconosciuto. La leggenda vuole che sia usatissimo dalla brava foodblogger, che ne conosca usi, costumi e tradizioni, lingua d’origine e regime sanitario.

Io invece nulla. Ne avevo solo sentito parlare e quindi avevo catalogato “sto coso strano” fra le meraviglie esotiche. Ed ecco che mia suocera mi regala un sedano rapa e me lo ritrovo nella mia cucina insieme ad una graziosa zucca.

“Bello”, ho pensato. Che poi, bello è una parola molto grossa. Diciamo interessante.

“E mo, che ci faccio?”

Pensa che ti ripensa, cerca che ti ricerca, ho trovato polpette, insalate, stufati, fette impanate e fritte, zuppe e vellutate. Di tutto di più. In preda all’indecisione più sconsolante, dovuta anche al fatto di non conoscerne il sapore, se non il fatto che, ovviamente, sapesse di sedano, il classico mi sembrava l’unica via.

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E allora ho fatto gnocchi. Di sedano rapa, giallo tenue, e di zucca, arancio vivace. Mi sono lasciata sedurre dal fascino degli gnocchetti bicolore, che imperversa(va)no nei ristoranti della penisola. In molti ristoranti però, non si avvertiva mai la differenza fra i due sapori, che qui invece è molto netta e gradevole.

Se escludiamo il condimento di salsiccia e crema al parmigiano e pecorino (na cosetta, insomma), questi gnocchi possono essere anche una buona alternativa vegan, considerando che io faccio parte del partito che negli gnocchi non mette-l’uovo-altrimenti-induriscono.

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Una nota sulla farina: cerco sempre di metterne il minimo possibile, proprio per la ricerca della morbidezza che uno gnocco dovrebbe avere. Difficile però dare dosi precise, perché dipende da molti fattori, in primis dall’umidità dell’impasto. Quindi prendete le dosi cum grano salis.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"