E’ tornato l’MT Challenge: le raviole del plin (di grano arso)

Set 15th

E l’MT challenge è tornato. E con un argomento che ho amato da subito: le raviole del plin Di Elisa.

Pensavo con soddisfazione che l’MT è un gioco e che con tale leggerezza va preso. Dargli altro valore intrinseco sarebbe fuorviante e scorretto. Però che gioco, ragazzi. Sto conoscendo piatti di cui ho sempre solo sentito raccontare o che al massimo ho vissuto da turista. 

E ne sto conoscendo l’aspetto più bello, ovvero il mix di tradizione familiare più lo studio su libri, riviste, interviste. E non è poco, considerando poi che il tutto viene fatto senza mai pretendere di dare una versione “Official” (quello lo lasciamo ai grandi chef e pasticceri, per carità) ma una versione accurata e coccolata dalla persona che la propone. Basta guardare il post di Elisa per capire. Personalmente ho rifatto spesso e volentieri le versioni tradizionali delle ricette, come sabato scorso che ho preparato una Pasqualina della Vitto che ancora è innalzata agli onori della cronaca dai vari ospiti,  mentre qui sul blog mi son sempre divertita a fare delle mie versioni. E anche nel caso delle raviole del plin non faccio eccezione. E vi racconto le mie sperimentazioni per l’MTC di questo mese.

raviole plin

 

Le mie versioni sono due, una piccante e una delicata. Cominciamo con quella delicata, come ho fatto per servirlo di seguito.

Quest’estate me ne son tornata dalla mie vacanze nel Salento con un paio di confezioni di farina di grano arso. Non avevo la minima idea di cosa ci avrei fatto. Come al solito ho mescolato ingredienti del nord e del sud e non dite che non faccio cucina fusion!

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Le (mie) raviole del (mio) plin sono con farina di grano arso, in tutte e due le versioni, per sperimentare il sapore della pasta con accostamenti molto diversi fra loro.

Due parole su questa farina: è ottenuta dalla tostatura del grano Senatore Cappelli e si rifà alla antica tradizione pugliese. La gente povera  raccoglieva i chicchi di grano rimasti dopo aver bruciato le ristoppie, operazione necessaria per pulire i campi, e una volta macinati si otteneva una farina dal gusto molto particolare. Tostato. Affumicato.

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Versione delicata, dicevamo. Il ripieno è con panna montata, parmigiano e tuorli (Heinz Beck, con i suoi fagottelli alla carbonara, docet). Per condirli ho scomodato una dei miei chef preferiti, ovvero Niko Romito, è ho decisi di servirli con l’acqua di cipolle (elaborata dall’assoluto di cipolle qui). E che è, direte voi? Vediamolo.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"