Sognando le Mauritius
“Mamma, io vado in un’isola”
Frase d’esordio di Albertino, in un caldo ma non troppo pomeriggio d’estate.
“Ah. E dove?”
“In mezzo al mare”
“ottima scelta, un’isola in campagna non è comoda”
“ti devo avvisare quando ci vado?”
“sarebbe molto cortese da parte tua, ti ringrazio”
In fondo lo capivo: la passione per il mare è forte e prepotente e il viaggio in un’isola incontaminata, con scenari mozzafiato, resta uno dei miei preferiti. Non avevo ben compreso però che Albertino, dimostrando un certo senso pratico, aveva anche già deciso la meta, senza lasciarla all’indecisione e alla vaghezza della fantasia.
“Io voglio andare nell’isola di Maurizio”
Ci ho messo un attimo, lo confesso. E già mi immaginavo un ricco possidente, con tanto di yacht e SPA personalizzati.
“Di chi?”
“Di Maurizio. C’è stato un mio amichetto con la sua mamma e il suo papà”. Ora era chiaro. Questioni di pronuncia.
“Ahhh, le Mauritius! Concordo, devono essere bellissime!”
“Senti, se vuoi ci puoi venire pure tu”
“Mi farebbe molto piacere! Non ci sono mai stata ma so che c’è un mare bellissimo. Vedrai che un giorno ci andremo! Giusto il tempo di mettere da parte!”
“Ci vogliono tanti soldi?”
“Direi di sì”
“Vuoi quelli del mio salvadanaio?”
La sua aria un po’ ansiosa era irresistibile. Non me la son sentita di attingere a cotanta riserva aurea.
“No, ti ringrazio! Questa volta offro io!”
Sorriso accondiscendente di Albertino, che, dopo uno sguardo dolce, ha ripreso di buona lena a disegnare. Passato poco tempo, reduce da chissà quali sogni e considerazioni, si è ritenuto in dovere di interessarsi alle mie attività:
“Stai facendo la torta per zio?”
“Sì, gliela regaliamo per il suo compleanno! Come ti sembra?”
“ Bella! Ma è normale, perché la stai facendo tu e tu, mamma, sei bella più del mondo”
Mentre pensavo con orgoglio che sto crescendo un futuro uomo di spessore, l’unica cosa che sono riuscita a dire è stato un
“grazie amore”
A quel punto, c’era solo una cosa che potessi fare: “ Vediamo un po’…www.tourism-mauritius.mu…..”.
E mentre progetto una vacanza che chissà quando chissà come ha da farsi, vi racconto un po’ di questa torta per il compleanno del fratello minore. Nasce dalla estatica contemplazione della torta catalana di Giovanni Pina e cresce con piccoli incidenti di percorso dovuti a numeri di persone variati nel tempo, ah no scusa non siamo più 15 ma 20, forse siamo 22 etc etc…quindi diciamo che ho preso basi e struttura della torta di Pina e assemblato il tutto a mia maniera. Il risultato, in ogni caso, mi sembra davvero soddisfacente e conferma l’assoluta affidabilità delle ricette del maestro Pina.
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8 Comments
dony
06 Lug 2013 10:07 pm
bellissima, come tutte le altre del resto …e mi sa che ce lo dovrai portare Flavietto alle Mauritius ;)
Caris
Dony, io partirei subitissimoooo!:)))))
Francesco Maulà
08 Lug 2013 01:07 pm
Ci ho fatto il viaggio di nozze nel 2005, meravigliosa, anche se non ci fosse il mare. Mercati incantevoli. Voglio tornarci, vengo anche io! :-)
Torta ugualmente ravigliosa, ma ne voglio un pezzo :-)
Caris
Mi stai dando uan pugnalata....e io che muoio dalla voglia!!!! :)))) adesso ancora di più!!:))
pezzo arrivato (virtuale perchè non ho fatto in tempo ad assaggiarla! finita tutta, che li possino)
tinny
08 Lug 2013 09:07 pm
Ciao Carissima, passo per un saluto volante…ogni tanto spunto anch’io! Un abbraccio grande.
Caris
uh bellezza, che piacere risentirti! passo anche io eh!!smack!
pasqualina
10 Lug 2013 10:07 pm
Beh…diciamo che Albertino non è affatto un bimbo low profile. Ha mete ambiziose il ragazzino!! Interessante anche la torta…la metto in lista!! Baciotti
Caris
baciiii <333
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