Una pasta fredda…finalmente!

Mar 18th

Pasta fredda…. Non ci vado matta, dico la verità. Sarà che spesso ti presentano qualcosa che se infili la forchetta e tiri su, si muove un blocco unico. Sarà che la pasta risulta collosa, nella migliora delle ipotesi e, come se non bastasse, scivolosa. E diciamolo, queste non sono premesse che mi rendono un piatto attraente. Poi normalmente il condimento è a base di pomodori, mozzarella e tonno, tutto rigorosamente gelato. Perché la pasta fredda è fredda sul serio. Gengive sensibili astenersi.

Poi l’anno scorso capita che vado al Strade della Mozzarella e assaggio dei primi che mi spiazzano su tutta la linea. Pasta fredda (o meglio fresca…NON gelata) che non è collosa, scivolosa o ghiacciata ma croccante al gusto e con sapore intenso e inedito proprio dato dal sapiente uso della temperatura. Tipo gli spaghetti su acqua di pomodoro di Raffaele Vitale. E allora ho capito che la pasta fredda può essere buona, anzi buonissima. Solo che serve studiarci un po’, perché non coincide con l’idea “ho 3 cose da consumare … facciamoci una bella insalata di pasta, riponiamola in frigo e via”.

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Innanzitutto la pasta. Cosa non scontata. Io, paladina della pasta rigata, ho scoperto che dal punto di vista tecnico la pasta migliore è quella liscia, perché offre un rapporto superficie-condimento più equilibrato. Sempre che la pasta abbia la giusta porosità e consistenza e che trattenga bene i condimenti. Regola numero uno quindi: pasta buona, molto buona, specie se non possiamo o non vogliamo usare sughi vigorosi che possano mascherare certi difetti.

Gli ingredienti per condirla: ovvio che se la pasta deve essere buona, anche il condimento debba essere allo stesso livello, pena l’arresto per omissione di gusto e sapore!

Tutta questa manfrina per dire che ho deciso di tentare l’inimmaginabile, fino a poco tempo fa, per me: cucinare una pasta fredda, da presentare per di più, al contest delle strade della mozzarella.  Roba da suicidio, per la sottoscritta. Sono partita dai ricordi dell’anno scorso, considerando che la pasta buona, la Leonessa, ce l’avevo: nessun problema in post cottura quindi. Senza scordare l’altro ingredienti principe: la mozzarella di bufala. In questo caso, non volevo cuocerla o modificarla ma presentarla così com’era.

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L’anno scorso ho spesso assaggiato dei piatti in cui il dolce e il salato si fondevano esaltandosi. Così, avendo a disposizione delle olive di Gaeta ho pensato di semicandirle insieme a dei capperi (l’accoppiata capperi e olive è un classico che amo molto, canditi entrambi, ho scoperto, anche di più). Altra cosa che stava nella mia dispensa era un bel barattolo di conserva di pomodorini del piennolo. Che dire … quelli sono perfetti anche crudi. E così ho deciso di utilizzarli, crudi appunto, con un filo d’olio e un po’ di sale. Ultima considerazione, una nota croccante e sapida non si rifiuta mai a nessuno. E quindi un po’ di pane croccante all’alice ho pensato che poteva star bene. In fin dei conti ho fatto una pasta fredda con poche cose, ma buone, direi. E non me ne sono pentita, per la prima volta mi è piaciuta molto.

Insomma, ecco la seconda ricetta per il contest de Le strade della mozzarella:

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I vostri esperimenti:

La pasta fredda di Stefania!

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La pasta fredda di Rossella!

About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"