Quando la farina conta

Ott 15th

Ero contenta, quando ho saputo quale fosse la ricetta dell’MTC di Ottobre. Da romana, ho sempre provato un grande interesse per la cucina ebraica ma non avevo mai avuto modo di approfondirla. Questo mese era l’occasione buona per studiarla o almeno cominciare ad addentrarmi in un mondo tanto bello quanto complesso.

Dopo aver letto le regole mi sono messa a pensare a come fare il pane dolce. E ho anche fatto dei tentativi, variando il ripieno. Quei ripieni, però,non mi hanno mai completamente soddisfatta. Poi ho pensato che mi sarebbe piaciuto provare a variare leggermente il sapore di fondo…e così ho deciso di aggiungere di aggiungere una parte di farina diversa. Tanto nella lista di quelle utilizzabili c’era la mia adorata farina di castagne. Mi piace molto e la uso appena ne trovo una qualità buona (per esempio l’ho usata qui). E siccome quella che trovo al super spesso non mi piace, seguo il consiglio del mio piccolo alimentari di fiducia e compro la farina che si fa recapitare direttamente da un produttore di Capranica, ameno paesino in quel della via Prenestina, famosa, fra le altre cose, per la Mosciarella (la sagra ci sarà a breve). La settimana scorsa non l’aveva. Ovvio, deve rifornire le scorte con la nuova stagione. Ma forse da qualche parte sulla predestina c’era un suo amico che ne aveva ancora qualche pacco.

Potevo forse farmi fermare da questo inconveniente,  per l’MTC? Io poi, in generale,  amo molto le cose che propone Eleonora …insomma, mi sembrava il caso di recuperare il meglio. Con pioggia, vento e freddo, nell’unica giornata piovosa della settimana, mi sono messa in cerca della farina di castagne perduta. Ma sono tornata vittoriosa: la farine di Mosciarelle era stata felicemente recuperate. Non so perché nella mia testa c’era un piccolo tarlo..ma ho ignorato tutto e mi sono messa a ri-pensare (come al solito con grande danno). E di ripieno, che potevo metterci?

L’avverso destino voleva che avessi solo due giorni di tempo per fare e provare il tutto, perché poi a lavoro sarei stata impegnata da lì alla fine dell’MTC. Però di tentativi ne avevo fatti e quindi la cosa non mi sembrava affatto impossibile. Dopo elucubrazioni varie, ho deciso che avrei fatto due ripieni: uno con datteri e cioccolato fondente, l’altro con mele messe a macerare nel succo di melagrana e zucchero di canna. Il perché di queste scelte…non saprei dire esattamente ma mi è venuto in mente guardando un po’ gli ingredienti in giro. Voglio precisare però, che la Ele mi aveva messo in testa che o trovavo i semini di papavero o non se ne faceva nulla. Quanto credete che ci abbia messo per trovarli? La fatica di reperire preziosi semi di papavero blu è stata quasi paragonabile a quella per la farina di castagne..ma anche qui era tutto per l’MTC (se non fosse stato per quel malefico tarlo che mi metteva addosso qualche dubbio..).

Fatto sta che preparato le due trecce, con tanto di uso della mitica farina (che complica anche leggermente la lavorazione), composizione dei ripieni  dei ripieni, riti magici vari (che quando si tratta di lievitati male non fanno)..ma alla fine i due pani dolci sono venuti alla luce! Tra l’altro li ho portati alla festa di compleanno di mia nipote, chiedendo l’ausilio della festeggiata e di una amichetta per fare delle foto (risparmio la velocità con cui dovevo seguirle mentre cercavo, invano, di scattare…). Ma tutto è bene quel che finisce bene!

Peccato che il tarlo continuava a restare lì, in agguato…e una frase detta dalla Ale con tipico appeal rarivissiano, lo ha fatto scatenare. Mi è venuto in mente un piccolo, terrificante particolare che mi ha indotto a fare una domanda pericolosa: “ma la farina di castagne si può usare?”.

Con una decisione e freddezza da spezzare il mio piccolo cuore sanguinante farina di castagne…mi è stato risposto, sempre raravissianamente “no!”

E io lo sapevo che qualcosa dovevo combinare! E anche questa volta l’MTC non passa indenne!  Quindi..con grande rammarico e 2 kg di farina di castagne avanzati, invio questo pane dolce all’MTC tutto, consapevole che se ne andrà bellamente fuori concorso! Sigh!

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"