Di riti e di croissant

Ott 8th

A volte i figli ti fanno richieste difficili da esaudire. La Pasionaria poi, ha un’arte a parte nel chiedere le cose nella maniera più “particolare” e guai a farle notare che forse non si è espressa nel modo più appropriato.

L’altra sera siamo andate a dormire. Non è cosa banale, specialmente a 4 anni! Ogni mamma sa che la sera esiste il cosiddetto “rito della nanna”, che può andare da denti-pigiama-canzoncina- nanna, nel migliore dei casi, a denti- pigiama-favoletta-strilli vari-canzoncina-“mamma perché mio fratello può stare in piedi e io no”- acqua-nanna (ma siate ottimisti..il peggiore dei casi non lo resta mai per  troppo a lungo: c’è sempre qualcosa che lo supera  in peggio).

Come dicevo, l’altra sera era giunto il momento di andare a dormire (non è mai troppo presto) e posso onestamente dire che il rito della Nanna era stato una via di mezzo fra il meno peggio e peggio assoluto. Pensavo si stesse per addormentare quando pronunciò la domanda:

“Mamma, mi imbocchi le coperte?”

Ho sorriso.  “Ecco, ora ti RIMBOCCO le coperte”.

“nono, me le devi imboccare. Si dice così e ora lo fai“

“no, guarda, l’espressione giusta  è rimboccare le coperte e consiste in questo”

Ho rimboccato nel più esemplare dei modi ma lei sembrava molto delusa.

“ma quindi non mangio niente?”

“no, non mangi niente” . Non era molto soddisfatta

“ ma il cuscino non si imbocca?”

“no, neanche il cuscino”

”ma allora che si fa?”

“si dorme! Credimi, è la cosa migliore”

Aveva appena voltato il viso e chiuso gli occhi quando ne riaprì uno e mi chiese sospettosa

“Che sogni farò?”

“bellissimi”

“se poi li faccio brutti la colpa è tua”

Pure la colpa di sogni brutti mi devo prendere. La mattina mi sono svegliata con un po’ d’ansia. Chissà che tipo di sogni avevano agitato la sua notte.  Lei sembrava solo assonnata ma non particolarmente turbata. Buon segno. Se la sera esiste il rito della nanna, non meno famoso è il rito della colazione. Da noi è cominciato con un:

“mamma ho fame. Voglio fare colazione”

“ e che ti preparo?”

“qualcosa del genere”

Ecco, a volte questi esseri di età compresa fra i 4 e 6 anni ti dicono cose per cui non vale la pena discutere. La sera mi era capitato “imboccare le coperte”, da cui era scaturita una discussione lunga e con effetti ritardanti sulla nanna. La mattina era capitata “qualcosa del genere”. E che voleva dire? Che voleva? Avrei dovuto spiegarle che si usava in altri contesti. Erano le 6 del mattino e il lavoro aspettava.

“Qualcosa del genere può essere un croissant?”

“può essere”

Meno male, l’avevo scampata. Per poco ma anche quella mattina ce l’avevamo fatta!

Croissant quindi: dopo quelli dello scorso post, avrei potuto accontentarmi. Siccome però, quel libro (Tradizione in evoluzione) mi ha creato una seria dipendenza, ho deciso che sarebbe carino provare una ricetta ogni fine settimana. Questo weekend è stata la volta dei Croissant 2010 di Leonardo Di Carlo.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"