Coffee cake al dulce de leche

Set 13th

Sarà pur vero che l’abito non fa il monaco ma certamente lo chef sì. La saggia considerazione nasce dal fatto che, dopo anni e anni di onorato spignattamento, ancora riesco a sporcarmi di farina, impasti & co. che neanche se mi avessero messo all’interno della ciotola della Planetaria a girare insieme all’impasto.E questo accade solo se faccio un normalissimo impasto. Se per caso devo usare il matterello, tagliare delle strisce di pasta, usare la pasta di zucchero e colorarla, succede il finimondo. Ogni volta mi dico: “fai una cosa e metti subito in ordine”..per poi finire che sono curiosa del risultato, non mi va di interrompermi e quindi accumulo padelle, cucchiai, pennelli e roba varia da lavare.

Fosse solo questione di stoviglie ci passerei anche sopra; il guaio è come mi concio io. Non basta un normale grembiule da cucina. Non so come, finisce che la macchia va a capitare dove non c’è il grembiule. Ho preso allora la storica decisione: cercarmi un vestito completo per cucinare! Qualcosa che anche se lo sporcassi, saprei di poterlo fare senza preoccuparmi degli improperi della lavatrice.  Sono capitata così su un sito molto carino di forniture alberghiere, la Vega.  Neanche a dirlo,sulla pagina di abbigliamento professionale ho visto 3  ragazzi vestiti di bianco e azzurro, che avevano l’aspetto non solo professionale ma anche sereno e felice.  Faceva al caso mio .. e infatti: tadaann ho trovato la giacca della mia vita (o almeno della mia vita in cucina)e riconosco che l’abbigliamento professionale non  è più anonimo e noiosetto come una volta! La giacca è colorata, a maniche lunghe e di cotone! E con tanti tanti colori! Roba che se indosso quella non devo neanche cambiarmi se viene qualcuno a cena! Passo dalla cucina alla sala con tranquillità!!! Devo decidere il colore: consigli please?

Almeno la finiamo di rovinare tute, magliette e affini, che per carità, saranno solo abiti-da-casa ma ormai hanno una loro dignità!!! “Quella giacca la dovrò prendere”, frase che ho detto stamattina mentre infornavo la dulce de letche coffee cake e mi guardavo sconsolata!

Ma veniamo a noi: questa torta prende ispirazione da qui! E’ una coffe cake e per coffe cake gli americani non intendono una torta al caffè ma una torta, un dolce, uno sfizio da mangiare nel momento del break mattutino, insieme al caffè appunto. Siccome però non mi dispiaceva affatto l’idea dell’abbinamento, io il caffè l’ho messo davvero e, dopo alcune modifiche, ho ottenuto la mia, torta al dulce de letche e caffè (che va bene in qualsiasi momento della giornata,credetemi)!

[amd-zlrecipe-recipe:78]

About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"