Frittata di pasta e Matrimonio all’Italiana

Set 1st

Matrimonio all’italiana è il film che mi ha fatto amare la coppia Loren-Mastroianni. L’intensità di Filumena e Dummì fa entrare nella loro vita come se fossimo lì, spettatori di eccezione delle loro vite, quasi senza schermo davanti. Uno di quei casi in cui il film non delude rispetto alla versione teatrale. Anzi, rispetto alla storia sul palco, il film mostra dei flash back e dei retroscena utili a comprendere i personaggi.

E’ una commedia, ma la vita di Filumena è così carica di dolore e di sofferenza che commuoversi per le sue vicende è naturale. E ci sentiamo tutti un po’ Filumena, quando la vediamo lottare per un cognome, un cognome che spetta a lei ma anche ai suoi figli, non fosse altro per una vita intera dedicata ad un uomo. Domenico ha vissuto una vita tranquilla, serena, felice, senza preoccupazioni di sorta e senza preoccuparsi di Filomena, sempre lì, a badare alla sua casa e ai suoi affari. Ma averla portata fuori dalla strada era per lui il “regalo” sufficiente. Filumena era lì, scontata e a disposizione. Ma l’amore per i suoi figli e il loro avvenire non poteva farla continuare ad essere una donna senza un marito. Che avrebbe detto la gente,quali sarebbero state le conseguenze, le prese in giro, l’impossibilità di concorsi e lavoro..no, non l’avrebbe permesso e allora decide di prendersi con la forza quel cognome che per tanti anni aveva atteso. E riesce a farsi sposare, a dire finalmente “la signora Soriano, Io, Me”.

(di seguito troverete, se avrete voglia di guardarli, alcuni spezzoni del film!)

http://www.youtube.com/watch?v=ta5-ng4l7eE&feature=related

Quando però l’avvocato le conferma che il matrimonio era nullo, decide allora di rivelare tutto ai suoi figli, dei quali solo uno è di Dummì, e di giocare a carte scoperte. E i suoi figli, chi prima chi dopo, capiscono tutto quello che la mamma ha sofferto nella vita, prima di loro e successivamente, per loro..e non la giudicano, ma la amano come la loro mamma. E Filomena capisce che non ha più bisogno del cognome di  Dummì, perché l’amore dei suoi figli è sufficiente per lei.”.. Ecco. tiè, i figli non si pagano!”

http://www.youtube.com/watch?v=ugVoa-pbnNc&feature=related

E qui c’è il cambiamento di lui, che si scopre padre senza esserlo mai stato prima, che vede qualcuno che può portare avanti il suo nome, gli affari, la famiglia. Nel film le scene in cui cerca spasmodicamente di capire quale dei 3 ragazzi gli somigli di più sono divertentissime. E non si dà pace: deve sapere e affronta Filumena, più bella, più coraggiosa di prima. Ha la forza data dall’amore dei suoi figli e quindi Dummì non la impressiona più, se non quando le dice che li metterà l’uno contro l’altro, che decideranno loro chi erediterà tutto. Il litigio scoppia ma sconfina in un bacio, intenso e appassionato perché Filomena non ha mai smesso di amarlo e lui, in fondo, neanche.

http://www.youtube.com/watch?v=J2MHUpiarUM

E allora la famiglia si riunisce, il matrimonio e l’acquisizione del cognome vengono ufficializzati. I tre ragazzi possono salutare il loro padre, e Filumena scopre quanto sia bello piangere.

http://www.youtube.com/watch?v=Yn8jQkWI73M

Patty, con il suo contest  “La Commedia è servita” dà la possibilità di scegliere due commedie, una sofisticata e una leggera, e di abbinarle ad un piatto. Le mando Matrimanio all’Italiana nella sezione delle commedie sofisticate!

Una ricetta per questo film? Ho pensato alle origini di Filumena, povere, alla sua voglia di andare avanti e di usare qualunque cosa trovasse per proseguire. Non vuole mai nascondere le sue origini, non vuole diventare sofisticata , non ne ha bisogno. E’ diretta, genuina, senza fronzoli. Ed è buona e forte. Una frittata. Sì una frittata di pasta come fanno spesso dei miei parenti a Napoli,con pasta avanzata (“che non si butta niente”), salame di Napoli e scamorza affumicata. Un piatto gustoso, Da poco, che si può consumare direttamente dalla padella, come farebbe Filumena, che può essere servito caldo, freddo o tiepido: è sempre buono! Una premessa: io ho tenuto l’interno della frittata molto morbido perché a casa mia lo preferiscono così, ma consiglio di cuocerlo un pochino di più!

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"