La torta di tagliatelle
Un’amica, parlando della sua terra, l’Emilia, mi disse
“se sei in Emilia accadono cose straordinarie, perché la terra è straordinaria ma la gente lo di più. Pensa, chiedi del formaggio e l’Emilia ti fa il Parmigiano, chiedi da Bere e ti offrono il Lambrusco. Vuoi una macchina? E loro ti tirano fuori la Ferrari e se vuoi l’aceto, allora ti inventano l’aceto balsamico tradizionale di Modena. Lo hai visto il terremoto? Bene, gli emiliani ti costruiranno una cattedrale nel Deserto”.
Forza, determinazione, passione e tanta voglia di lavorare, ecco cosa mi ispira il popolo emiliano. Un popolo che non aspetta che l’aiuto venga dall’esterno ma che agisce, si rimbocca le maniche e ricostruisce ciò che il terremoto gli ha portato via. Però è giusto stringersi attorno a loro, fargli sentire anche il nostro affetto e rinforzarli nel coraggio. Ma non solo. Servono aiuti pratici, pochi magari, nessuno pretende tanto denaro in un periodo economicamente così difficile..ma possiamo regalare loro una pizza, un gelato, un’uscita al cinema?? Penso di sì! E magari gli emiliani investiranno questi soldi nella ricostruzione di case, campanili, strade … e anche di centri di fisioterapia e riabilitazione (e questo argomento non può che toccarmi profondamente, dato che vivo il problema, pur in maniera diversa! Se è possibile, aiutiamo il centro La Lucciola a ricostruirsi!)
Parlando poi della cucina emiliana, una cucina di pane e di terra, ricca di gioia e di gusto, non si può non far riferimento alle rezdore, la vera e propria colonna dell’organizzazione familiare, quella che è massaia e cuoca, governante e amministratrice che racchiude in un gesto tutta la sapienza della cucina: stendere la pasta, tagliarla, accarezzarla, fare dei tortellini con il mignolo e ricominciare velocemente. Una serie di gesti netti e sicuri e tanto belli da rendere necessario consegnarli al futuro! Mi piacerebbe conoscere una rezdora, e imparare un po’ della sua arte. Per questo penso che sia importante recuperare alcune delle ricette diantica tradizione emiliana. Qui potete trovarne diverse e anche da Tinuccia oggi troverete una ricetta splendida. Io ho voluto provare la torta di tagliatelle, una torta di frolla, con un ripieno a base di mandorle e Sassolino, e ricoperta da una strato di tagliolini.
Vi lascio la ricetta, presa da qui, con qualche piccola mia annotazione.
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E per chiudere in bellezza, ecco l’abbinamento con il vino consigliato da Luciano Pignataro:
“Per questo primo in versione dolce, così diffuso nella tradizione contadina anche in altre parti d’Italia, propongo in abbinamento lo splendido Scacco Matto Albana di Romagna Passito docg della Fattoria Zerbina. Un vino biano dolce di finezza e complessità, dal buon corpo e capace dunque di accompagnare questa ricetta.”
Volete vedere cosa fanno gli emiliani per ricominciare? Una iniziativa come questa mi ha colpito il cuore! Ecco la nascita della BIBLIOTENDA (foto gentilmente concesse da Teresa De Masi): una biblioteca in piena regola, bella allegra e colorata…e fatta sotto una tenda! FANTASTICA!












5 Comments
Tre litri di latte e un gelato | Il Pasto Nudo
26 Giu 2012 09:06 am
[…] entità. Lunedì ci saranno le ricette di Teresa e Daniela, martedì quelle di Tinuccia e di Caris, mercoledì ci saremo io e Sara, giovedì Assunta e venerdì […]
Sonia Monagheddu
27 Nov 2012 12:11 am
Ciao Maria Grazia volevo ringraziarti seppur in ritardo per aver postato questa ricetta. Spero non ti offenderai se ti dico che ho aggiunto il tuo link alla nuova rubrica sul mio blog “10 modi di fare”. Ovviamente in questo caso si tratta di tagliatelle e la tua ricetta mi è piaciuta molto.
Buona serata
Sonia
Caris
ma no certo sonia, anzi ti ringrazio!!! apena torno (ora sono fuori) vengo a vedere bene! grazie ancora!! baci!
Edoardo
15 Nov 2014 08:11 am
Copia-incolla docet!! Le rezdore insegnano!!! Comunque la ricetta è ottima.
http://rezdore.provincia.modena.it/torta-tagliatelle.asp
Caris
Stia attento, ho citato il link studiato da dove ho elaborato la ricetta proprio prima della ricetta. Non è mia abitudine non citare le fonti, lo faccio sempre.
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