Un giornata intensa

Mag 14th

Scena numero uno: prima mattina

“Mamma, io ero nella tua pancia vero?”

“Sì certo” ho risposto di botto alla domanda fatta da La Pasionaria qualche giorno fa,  pensando con tenerezza a lei che faceva il cavallino dentro la mia pancia 8avrei dovuto immaginarlo fin da allora che non poteva nascere che un peperino)

“ma allora lui era nella pancia di papà?” chiede questo indicando il fratello.

“No” rispondo sorridendo a questa ingenuità, “anche lui era nella mia pancia”

“ah” risponde lei mettendo automaticamente la manina sulla mia pancia “humm…grande eh?”

Ecco, figurarsi se non mi gelava con qualche uscita della sua. Non dico chissà che, ma dopo tutti i sacrifici della dieta post gravidanza questa era una frase inaccettabile!

“Senti”chiedo di botto ad un Albertino tutto preso dai videogiochi “secondo te io come sono, grassa o magra?”

“magra mamma!” risponde lui, senza neanche alzare gli occhi.  Sarà.

Scena numero due: ora di pranzo.

Ero seduta sul mio solito sgabello presso la mia postazione internet casalinga, avevo le gambe incrociate e dalla caviglia in giù spuntava una parte di pelle non coperta dai jeans. Arriva lei, sempre Lei che mi guarda, inclina la testa a destra (come suo solito) mentre mi sorride e mi fa una carezza su quella parte di pelle scoperta. Mentre mi accarezza mi guarda e mi chiede

“mamma, hai le calze?” E che cavolo, ha beccato l’unico pezzo di pelle non morbida? Io che ero fierissima, fino ai 35, di non aver mai avuto bisogno di creme et similia ora scopro che al tatto di mia figlia sono paragonabile a una di 70 anni circa?

“Piccoloooo?” mi rivolgo come in precedenza ad Albertino “Come ho la pelle io?” “morbidissima mamma, come velluto” Risponde lui mentre disegna. Hummm..sta storia comincia a non piacermi.

Scena numero 3: tardo pomeriggio

Ero andata a fare la spesa ed ero appena tornata, le buste sul tavolo e la cena da preparare, quindi mi tolgo le scarpe per infilarmi le pantofole il tutto mentre gli occhi della treenne di casa mi osserva vano con grande attenzione. Sento esclamare con sorpresa:

“mamma, ma tu sei più bassa!!!!”

“avevo i tacchi prima, ora non ho più quelle scarpe”

“Ah, ma allora hai un’altra altezza”

Stavo per chiedere ad Albertino se fossi alta o bassa ma poi mi sono fatta questa domanda: a chi devo dare retta? Chi ha la giusta immagine di me? Un essere di 6 anni per cui sono la luce degli occhi, che quando mi vede per poco non canta “o sole mio”  o un essere di 3 anni, però di sesso femminile, che mi dice queste scanzonate perfidie?

Chiaro che la sera ho mangiato una mela, facendo addominali e con i tacchi alti per non sfigurare e mi sono ricoperta di crema che male non fa.

Avevo anche cucinato un piatto che in origine doveva essere light..ma mi è venuto il dubbio che poi tanto light non fosse e quindi ho solo assaggiato un po’ qua e un po’ la. Tutta colpa dell’MT challenge del mese, ovviamente. Questo mese c’erano i budini salati di verdure (mica facile aggiungo io) e dopo essermi spremuta le meningi e guardato bene in dispensa, ho visto che c’erano gli ultimi, ultimissimi, peperoni cruschi (che avevo già utilizzato qui e qui) e quindi sarebbero stati i peperoni il tema principale del mio antipasto budinoso. I peperoni cruschi sono andati a finire in una frolla (buona, mi è piaciuto molto … e la prossima volta la proverò salata), che ha fatto da base a un budino salato di peperoni, il tutto completato da una crema di patate e mozzarella di bufala e qualche goccia di peperone caramellato. Di più, questo mese, non m’è venuto!!

Per la frolla ai peperoni cruschi ho utilizzato la ricetta di Santin per il crumble a cui ho aggiunto la pasta di peperoni cruschi, ottenuta facendoli rinvenire nell’acqua per diverse ore e poi frullandoli bene.  Ho scelto la ricetta del crumble perchè quell’impasto, data la proporzioni di ingredienti secchi, non risulta mai liscio e io sapevo di dover aggiungere una pasta molto morbida. Se avessi un cutter degno di questo nome avrei cercato di ridurli in polvere e li avrei aggiunti così ma purtroppo proprio non mi funziona.

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"