La torta nella mela

Apr 28th

A volte mi capita ardentemente di desiderare, dopo cena o in sostituzione di essa, la mela cotta. Avete presente di inverno, quando fa freddo e l’unico desiderio è mandar giù qualcosa di dolce e caldo, che ci faccia riscaldare all’istante? Non c’è altro che una bella tisana..oppure la mela cotta. Non siamo più in inverno, direte voi..ma il fascino della mela cotta resta sempre (almeno per me)! Il problema è che sa sempre un po’ di ospedale. Questa povera mela, un po’ sgonfia, ammosciata, con quel colore che ha perso brillantezza, con quell’aria desolata che sembra dire “letto 3, stanza 106, reparto ortopedia” fa un pochino tristezza. Praticamente a casa eravamo rimaste solo io e mia nonna (nota frequentatrice di ospedali, ahimè) a mangiare con piacere una mela cotta.

Il fatto è che, per vie traverse, mi sono ritrovata con 15-dico-15 mele da smaltire e con un piccolo avanzo di pasta frolla (direttamente da qui). Non mi andava per niente di mettermi a fare pasta frolla ex novo per una mega torta, o pensare a chissà che, allora è venuta in mio soccorso un’immagine trovata in rete, di una “torta nella mela” o se volete “la riscossa della mela cotta”. E’ una di quelle cose che mio fratello ha ribattezzato “le mie minchiatine estetiche” (l’ho detto, è una parolaccia, ma prendetela per una licenza poetica di un ragazzotto ventitrenne molto  ehm … esplicito, aveva chiamato così anche queste per esempio)..ma tant’è e l’ho fatta!

 

Quello che avevo visto era una mela scavata e riempita di pezzetti di mela conditi con cannella e zucchero, (a cui io ho aggiunto Marsala) ricoperta da un fiore di pasta frolla, a mo’ di cappellino (la definizione di cui sopra è molto calzante!).  E nulla vieta di arricchire il ripieno con quello che la fantasia e le risorse casalinghe permettono: uvetta, noci, mandorle, un po’ di crumble avanzato, frutti rossi, etc etc.

E vi posso assicurare che il risultato è stato apprezzato non solo da me e mia nonna e tutti hanno mangiato la torta nella mela, o mela col cappellino (o minchiati….ehm, no, non si può dire).

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About the Author,

Maria Grazia Viscito, alias Caris, 39 anni, ingegnere, di Roma, con una grande passione per il cibo e la fotografia, cucina "per legittima difesa"